Il 2 marzo 2009, dopo un mese di discussione pubblica su questo Blog, un gruppo di 46 cittadini chiese al sindaco di Castellammare di operare in modo legale e trasparente sulle procedure dell'Ufficio Tecnico per evitare inutili sofferenze alla parte più debole della popolazione che non potesse permettersi una raccomandazione influente.
Pensate che ad oggi il sindaco abbia risposto in qualsiasi modo a questi 46 cittadini? Oppure pensate che abbia risposto ad una sola delle mie richieste fatte in qualità di privato cittadino che vede lesi i propri diritti?
Ma nemmeno per sogno.
Lui resta chiuso li nel suo castelletto, raccolto nella sua boria, convinto che la ragione e la giustizia siano dalla sua parte e che non deve rendere conto a nessuno.
Ancora oggi in quell'ufficio si produce molto poco. Uno sguardo all'albo pretorio ci indica una produzione di 7 concessioni edilizie negli ultimi 70 giorni, ma cinque sono in sanatoria e non portano certamente lavoro agli artigiani.
Io ci rinuncio. Non intendo amareggiarmi la vita per lottare contro una situazione che sta bene a tutti. Starò come tutti alla finestra a godermi la mattanza.
Art. 328 Codice Penale - Rifiuto di atti di ufficio. Omissione.
Comunque, tutto bene madama la Marchesa!
lunedì 27 aprile 2009
domenica 26 aprile 2009
UN SOGNO CHE PUO' DIVENTARE REALTA'
Giuseppe Curatolo vuole realizzare il suo sogno ed ha la stoffa per farlo ma ha bisogno di sentire il consenso della sua citta. Diamogli una mano.
Basta poco, che ce vo'?
Basta poco, che ce vo'?
giovedì 23 aprile 2009
L'ACQUA E' UN DIRITTO
A Torino, Genova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia la fusione tra Iride ed Enia rischia di consolidare il sistema privatistico di gestione del servizio idrico.
L'articolo 9 del nuovo Statuto prevede che "il capitale della nuova Società dovrà essere detenuto in misura rilevante da enti pubblici". Prima era garantita la partecipazione di maggioranza da parte degli enti pubblici. Così facendo, la quota di capitale pubblico tenderà a scendere sotto il 51%, il che equivale a dire che il controllo effettuato dai cittadini su un bene pubblico diventerà pari a zero.
Il diritto all'acqua è inalienabile e deve essere accessibile equamente da tutti.
Il governo Berlusconi, con la legge n.133 del 6 agosto 2008, ha avviato la privatizzazione delle risorse idriche nazionali decidendo che "la loro gestione può essere affidata a soggetti privati". Entro il 31 dicembre 2010 tutti i servizi pubblici locali, compresi quelli idrici, diventeranno una "materia prima" quotata in borsa, come l'oro ed il petrolio.
Come se non bastasse, il Governo, con la legge n. 126 del 24 luglio 2008, ha tagliato il Fondo per la ristrutturazione e l'ammodernamento della rete idrica nazionale che prevedeva lo stanziamento ai comuni di 30 milioni di euro per il 2008 e di 20 milioni per il 2009 e per il 2010. Gli enti locali non saranno più in grado di far funzionare i nostri rubinetti e saranno costretti a cederne la gestione.
La scelta della privatizzazione è scellerata ed inconcludente, come dimostra il caso di Parigi. Dopo una lunga gestione privata, il sindaco della capitale francese ha deciso di rendere di nuovo pubblica la gestione delle risorse idriche poiché le aziende private avevano causato disservizi ed un aumento incontrollato dei prezzi. La stessa cosa è accaduta in Inghilterra. Ora il rischio è concreto anche in Italia.
E' indispensabile battersi affinché l'acqua rimanga pubblica e di proprietà dei cittadini.
L'articolo 9 del nuovo Statuto prevede che "il capitale della nuova Società dovrà essere detenuto in misura rilevante da enti pubblici". Prima era garantita la partecipazione di maggioranza da parte degli enti pubblici. Così facendo, la quota di capitale pubblico tenderà a scendere sotto il 51%, il che equivale a dire che il controllo effettuato dai cittadini su un bene pubblico diventerà pari a zero.
Il diritto all'acqua è inalienabile e deve essere accessibile equamente da tutti.
Il governo Berlusconi, con la legge n.133 del 6 agosto 2008, ha avviato la privatizzazione delle risorse idriche nazionali decidendo che "la loro gestione può essere affidata a soggetti privati". Entro il 31 dicembre 2010 tutti i servizi pubblici locali, compresi quelli idrici, diventeranno una "materia prima" quotata in borsa, come l'oro ed il petrolio.
Come se non bastasse, il Governo, con la legge n. 126 del 24 luglio 2008, ha tagliato il Fondo per la ristrutturazione e l'ammodernamento della rete idrica nazionale che prevedeva lo stanziamento ai comuni di 30 milioni di euro per il 2008 e di 20 milioni per il 2009 e per il 2010. Gli enti locali non saranno più in grado di far funzionare i nostri rubinetti e saranno costretti a cederne la gestione.
La scelta della privatizzazione è scellerata ed inconcludente, come dimostra il caso di Parigi. Dopo una lunga gestione privata, il sindaco della capitale francese ha deciso di rendere di nuovo pubblica la gestione delle risorse idriche poiché le aziende private avevano causato disservizi ed un aumento incontrollato dei prezzi. La stessa cosa è accaduta in Inghilterra. Ora il rischio è concreto anche in Italia.
E' indispensabile battersi affinché l'acqua rimanga pubblica e di proprietà dei cittadini.
mercoledì 22 aprile 2009
C'ERA UNA VOLTA UN PONTE PIENO DI BUCHI.
Si, c'era una volta un bel ponte pieno di buchi sui due lati della carreggiata. Era (ed è) proprio un bel ponte, fiero e snello nella sua maestosità mentre cavalca il San Bartolomeo ma aveva quei brutti buchi. Se ci guardavi attraverso vedevi il fiume sotto. Ora quei buchi non ci sono più. Quegli inutili buchi finalmente sono stati chiusi dall'asfalto così non si vedono più. A che servivano quegli stupidi buchi, a dare il senso di vertigine se ci guardavi dentro?
Però, ora che piove tanto e si pattina forse qualcuno rifletterà sull'utilità di quei buchi ai lati della carreggiata e magari li andrà a individuare e a riaprire.
Però, ora che piove tanto e si pattina forse qualcuno rifletterà sull'utilità di quei buchi ai lati della carreggiata e magari li andrà a individuare e a riaprire.
lunedì 20 aprile 2009
RITORNA IL RICEVIMENTO DEL GIOVEDI' POMERIGGIO
Da oggi, la dirigenza della sezione urbanistica dell'Ufficio Tecnico ha deciso che il pubblico si riceve:
LUNEDI' ore 10,00 - 13,30
GIOVEDI' ore 15,30 - 18,00
Ora attendiamo che il direttore generale si decida a rispettare la legge sulla "certificazione di presentazione delle pratiche edili".
Ma comunque ..... Tutto bene madama la Marchesa!
LUNEDI' ore 10,00 - 13,30
GIOVEDI' ore 15,30 - 18,00
Ora attendiamo che il direttore generale si decida a rispettare la legge sulla "certificazione di presentazione delle pratiche edili".
Ma comunque ..... Tutto bene madama la Marchesa!
domenica 19 aprile 2009
I CONTI NON TORNANO VERAMENTE
E’ uscito il bando per affidare gli incarichi di verifica strutturale degli edifici comunali a tecnici liberi professionisti, ma i conti non tornano.
Non torna che la nostra sicurezza pubblica venga valutata da professionisti che pressati dalle esigenze di far quadrare il bilancio accettano incarichi che non sono congeniali al loro percorso formativo e mi voglio fermare alla mia categoria senza volgere lo sguardo ad altre. Mi riferisco ad ingegneri elettronici, meccanici, atomici, chimici. Il nostro stato li autorizza ad eseguire calcoli di stabilità antisismica di edifici come autorizza me a progettare navi, bombe atomiche o computer. A me non verrebbe in mente di progettare una navicella spaziale ma in ogni caso se volessi potrei anche provarci e nessuno mi potrebbe accusare di esercizio abusivo della professione, tanto quante persone possono morire, 5 o 6. Ma vuoi mettere quanto guadagnerei! Ripeto, parlo della mia categoria ma anche altre categorie dovrebbero fare un esame di coscienza scrupoloso.
Non torna che si chieda al professionista uno sconto partendo da importi assolutamente non remunerativi già in partenza. Sempre grazie a questa crisi economica, e non solo economica, i partecipanti si scanneranno a colpi di percentuale e nella migliore delle ipotesi usciranno sconti nell’ordine del 20% e non in base a considerazioni di decenza ma solo perché è meglio quello che niente. L’amministrazione pone illegalmente a carico del professionista tutte le spese di manovalanza, prove di carico , analisi di laboratorio, carotaggi, assicurazione professionale, registrazione del contratto e bolli. Fatti due conti, ci crediate o meno, al professionista rimarranno al netto 800 € per ogni edificio con i quali dovrà compensare le sue giornate lavorative, la sua professionalità e la gravissima responsabilità di dichiarare o meno la stabilità sismica dell’edificio. Dovrà pure farlo mantenendo una media di un collaudo a settimana perché in caso contrario pagherà 60€ di penalità al giorno e se ritardasse più di un mese gli ritirerebbero l’incarico senza dargli un euro e gli chiederebbero i danni.
Non tornano i conti perché se volessi farmi un controllo alla salute non sceglierei gli specialisti nel campo della chirurgia estetica in base al maggiore sconto sulla parcella comprensiva anche degli oneri relativi agli esami di laboratorio. Non mi sentirei del tutto tranquillo. Magari potrei avere fortuna ed essere servito a puntino ma mi resterebbe sempre il dubbio.
Il solito amico affezionato dirà che se non mi va posso semplicemente non concorrere ed io lo rassicuro in anticipo: “Non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di partecipare”, ma in ogni caso voglio dire la mia. Posso?
Comunque. Tutto bene Madama la Marchesa!
Non torna che la nostra sicurezza pubblica venga valutata da professionisti che pressati dalle esigenze di far quadrare il bilancio accettano incarichi che non sono congeniali al loro percorso formativo e mi voglio fermare alla mia categoria senza volgere lo sguardo ad altre. Mi riferisco ad ingegneri elettronici, meccanici, atomici, chimici. Il nostro stato li autorizza ad eseguire calcoli di stabilità antisismica di edifici come autorizza me a progettare navi, bombe atomiche o computer. A me non verrebbe in mente di progettare una navicella spaziale ma in ogni caso se volessi potrei anche provarci e nessuno mi potrebbe accusare di esercizio abusivo della professione, tanto quante persone possono morire, 5 o 6. Ma vuoi mettere quanto guadagnerei! Ripeto, parlo della mia categoria ma anche altre categorie dovrebbero fare un esame di coscienza scrupoloso.
Non torna che si chieda al professionista uno sconto partendo da importi assolutamente non remunerativi già in partenza. Sempre grazie a questa crisi economica, e non solo economica, i partecipanti si scanneranno a colpi di percentuale e nella migliore delle ipotesi usciranno sconti nell’ordine del 20% e non in base a considerazioni di decenza ma solo perché è meglio quello che niente. L’amministrazione pone illegalmente a carico del professionista tutte le spese di manovalanza, prove di carico , analisi di laboratorio, carotaggi, assicurazione professionale, registrazione del contratto e bolli. Fatti due conti, ci crediate o meno, al professionista rimarranno al netto 800 € per ogni edificio con i quali dovrà compensare le sue giornate lavorative, la sua professionalità e la gravissima responsabilità di dichiarare o meno la stabilità sismica dell’edificio. Dovrà pure farlo mantenendo una media di un collaudo a settimana perché in caso contrario pagherà 60€ di penalità al giorno e se ritardasse più di un mese gli ritirerebbero l’incarico senza dargli un euro e gli chiederebbero i danni.
Non tornano i conti perché se volessi farmi un controllo alla salute non sceglierei gli specialisti nel campo della chirurgia estetica in base al maggiore sconto sulla parcella comprensiva anche degli oneri relativi agli esami di laboratorio. Non mi sentirei del tutto tranquillo. Magari potrei avere fortuna ed essere servito a puntino ma mi resterebbe sempre il dubbio.
Il solito amico affezionato dirà che se non mi va posso semplicemente non concorrere ed io lo rassicuro in anticipo: “Non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di partecipare”, ma in ogni caso voglio dire la mia. Posso?
Comunque. Tutto bene Madama la Marchesa!
sabato 18 aprile 2009
CHE STORIA E' QUESTA?!!
Vista la mia professione di "cementificatore" dovrei compiacermi di questa notizia ma non ci riesco.
Leggo sui giornali la proposta presentata dalla "Servizi Globali Generali s.r.l." per la realizzazione di 600 posti letto sulla costa fra Castellammare e Guidaloca, 37 ettari di terreno interessato, centro congressi per 1.000 persone, occupazione di 100-200 persone fra bassa e alta stagione.
E le infrastrutture territoriali dove sono?
Avete presente cos'è il traffico estivo sulla statale nel tratto dallo svincolo al bivio di Scopello in questi ultimi anni? E noi vogliamo caricare ancora un ulteriore traffico generato dall'indotto dei 600 posti letto?
Senza volere fare polemiche gratuite bisogna considerare i casi di emergenza e quindi le esigenze di protezione civile del nostro territorio.
E la tutela del paesaggio? Impazziamo per farci approvare dalla Soprintendenza ai beni ambientali un piccolo rustico di 50 metri quadrati in quelle zone e si darebbe un parere positivo ad un apporto antropico di tale pesantezza?
Ma vogliamo pensare a come si snaturerà il nostro paese? A come si drogherà la nostra economia?
No, non riesco ad entusiasmarmi.
Leggo sui giornali la proposta presentata dalla "Servizi Globali Generali s.r.l." per la realizzazione di 600 posti letto sulla costa fra Castellammare e Guidaloca, 37 ettari di terreno interessato, centro congressi per 1.000 persone, occupazione di 100-200 persone fra bassa e alta stagione.
E le infrastrutture territoriali dove sono?
Avete presente cos'è il traffico estivo sulla statale nel tratto dallo svincolo al bivio di Scopello in questi ultimi anni? E noi vogliamo caricare ancora un ulteriore traffico generato dall'indotto dei 600 posti letto?
Senza volere fare polemiche gratuite bisogna considerare i casi di emergenza e quindi le esigenze di protezione civile del nostro territorio.
E la tutela del paesaggio? Impazziamo per farci approvare dalla Soprintendenza ai beni ambientali un piccolo rustico di 50 metri quadrati in quelle zone e si darebbe un parere positivo ad un apporto antropico di tale pesantezza?
Ma vogliamo pensare a come si snaturerà il nostro paese? A come si drogherà la nostra economia?
No, non riesco ad entusiasmarmi.
mercoledì 15 aprile 2009
NESSUN REGALO NELL'UOVO DI PASQUA
Ancora nessuna novità sul fronte della riorganizzazione dell'ufficio Tecnico.
- Si riceve ancora tre ore a settimana.
- Le ricevute previste dalla legge per le pratiche edili non vengono ancora rilasciate.
- I provvedimenti amministrativi per esecuzione di lavori edili continuano a non essere emanati (provate a guardare sullo spazio a destra "Succursale dell'albo pretorio").
- Le tantissime pratiche di semplice completamento di lavori per edifici in corso di costruzione non vengono esitate.
Allora, preso dallo sconforto, ti convinci a usare (sia pur con le pinze) il procedimento che prevede lo svolgimento dei lavori sotto la piena responsabilità del tecnico e cosa scopri?
Se provi a presentare una DIA (Denuncia di Inizio Attività) scopri che il protocollo non ha ricevuto dalla Dirigenza alcuna direttiva per l'accettazione di tali pratiche. La D.I.A. ha necessità di prova e di data certa dell'avvenuta presentazione. L'ufficio del protocollo non ha idea (non per loro colpa)di come deve comportarsi per ricevere una D.I.A.
Dicono che al comune di Castellammare non si può protocollare nulla se non è prima passata dalle mani Dirigente Generale.(!!!????)
Possibile che la legge può ammettere un arbitrio del genere?
E se sono antipatico al Dirigente Generale e questo volesse buttare la pratica nel cestino, chi lo potrebbe impedire?
E' possibile che abbia questa grande discrezionalità?
Ma comunque: "Tutto bene Madama la Marchesa!!"
- Si riceve ancora tre ore a settimana.
- Le ricevute previste dalla legge per le pratiche edili non vengono ancora rilasciate.
- I provvedimenti amministrativi per esecuzione di lavori edili continuano a non essere emanati (provate a guardare sullo spazio a destra "Succursale dell'albo pretorio").
- Le tantissime pratiche di semplice completamento di lavori per edifici in corso di costruzione non vengono esitate.
Allora, preso dallo sconforto, ti convinci a usare (sia pur con le pinze) il procedimento che prevede lo svolgimento dei lavori sotto la piena responsabilità del tecnico e cosa scopri?
Se provi a presentare una DIA (Denuncia di Inizio Attività) scopri che il protocollo non ha ricevuto dalla Dirigenza alcuna direttiva per l'accettazione di tali pratiche. La D.I.A. ha necessità di prova e di data certa dell'avvenuta presentazione. L'ufficio del protocollo non ha idea (non per loro colpa)di come deve comportarsi per ricevere una D.I.A.
Dicono che al comune di Castellammare non si può protocollare nulla se non è prima passata dalle mani Dirigente Generale.(!!!????)
Possibile che la legge può ammettere un arbitrio del genere?
E se sono antipatico al Dirigente Generale e questo volesse buttare la pratica nel cestino, chi lo potrebbe impedire?
E' possibile che abbia questa grande discrezionalità?
Ma comunque: "Tutto bene Madama la Marchesa!!"
giovedì 9 aprile 2009
FINALMENTE LA FINIAMO
Finalmente la finiamo con questa pagliacciata delle proroghe. L'applicazione della nuova normativa sismica era stata rinviata per la terza volta ed era consentito usare la vecchia fino a giugno 2010.
Dopo la tragedia dell'Abruzzo hanno scoperto che questi continui rinvii sono criminali perchè alle cose o ci si crede e allora si fanno subito o non ci si crede e allora si può evitare di creare confusione.
Se veramente crediamo che la nuova norma rivoluzionerà il concetto di sicurezza sismica perchè consentire un periodo transitorio così lungo facendo costruire edifici meno sicuri? Che senso ha avuto rimandare di così tanto l'applicazione della nuova norma?
Sembra che questa sera il governo si sia impegnato ad annullare la proroga e a imporre l'applicazione del nuovo testo normativo.
Dopo la tragedia dell'Abruzzo hanno scoperto che questi continui rinvii sono criminali perchè alle cose o ci si crede e allora si fanno subito o non ci si crede e allora si può evitare di creare confusione.
Se veramente crediamo che la nuova norma rivoluzionerà il concetto di sicurezza sismica perchè consentire un periodo transitorio così lungo facendo costruire edifici meno sicuri? Che senso ha avuto rimandare di così tanto l'applicazione della nuova norma?
Sembra che questa sera il governo si sia impegnato ad annullare la proroga e a imporre l'applicazione del nuovo testo normativo.
martedì 31 marzo 2009
BRESCIANI SCEGLIE DI STARE FUORI DALLA LEGGE.
In data 16 febbraio 2009 chiedevo con regolare formale richiesta scritta al Sign. Sindaco e contestualmente alla Dirigente della sezione tecnica di riattivare il ricevimento pomeridiano abusivamente sospeso a tempo indeterminato.
Sempre in data 16 febbraio 2009 chiedevo con altra regolare formale richiesta scritta al Sign. Sindaco e contestualmente alla Dirigente della sezione tecnica notizie sulla metodologia usare nell’evasione delle pratiche edilizie e considerata l’impossibilità di accedere agli uffici chiedevo notizie sulle mie pratiche.
- Pensate che il Sindaco abbia risposto?
- Pensate che la Dirigente dell’U.T. abbia risposto?
Nemmeno per sogno, dopo 43 giorni, nessuna risposta.
In data 3 marzo 2009 ho presentato la petizione sulla trasparenza amministrativa dell’U.T. con quarantasei firme di cittadini interessati.
- Pensate che il Sindaco abbia risposto?
Nemmeno per sogno, nessuna risposta.
Mi viene un dubbio: ma è possibile che abbiano abrogato l’art. 328 del codice penale sull’omissione di atti di ufficio ed io non ne so niente?
Sempre in data 16 febbraio 2009 chiedevo con altra regolare formale richiesta scritta al Sign. Sindaco e contestualmente alla Dirigente della sezione tecnica notizie sulla metodologia usare nell’evasione delle pratiche edilizie e considerata l’impossibilità di accedere agli uffici chiedevo notizie sulle mie pratiche.
- Pensate che il Sindaco abbia risposto?
- Pensate che la Dirigente dell’U.T. abbia risposto?
Nemmeno per sogno, dopo 43 giorni, nessuna risposta.
In data 3 marzo 2009 ho presentato la petizione sulla trasparenza amministrativa dell’U.T. con quarantasei firme di cittadini interessati.
- Pensate che il Sindaco abbia risposto?
Nemmeno per sogno, nessuna risposta.
Mi viene un dubbio: ma è possibile che abbiano abrogato l’art. 328 del codice penale sull’omissione di atti di ufficio ed io non ne so niente?
domenica 29 marzo 2009
SU CASTELLO LIBERO SI RIFLETTE!
E' inutile pubblicare tutti le stesse cose quindi mi limito a segnalare un video su CastelloLibero che dovrebbe far riflettere.
Non sono di Sinistra, ma mi sento lontanissimo dalla Destra. Ma è poi così sicuro che ci si debba sentire colpevoli se non si appartiene a nessuno?
Non sono di Sinistra, ma mi sento lontanissimo dalla Destra. Ma è poi così sicuro che ci si debba sentire colpevoli se non si appartiene a nessuno?
giovedì 26 marzo 2009
INTERVENTO DELL'ARCH. GIOE' SUL R.E.C. E N.T.A.
Delle considerazioni interessanti giungono dall'Arch. Gioè sul nostro R.E.C. e sulle norme di attuazione. Il commento si trova nel post "Vogliamo elencare le cose che non vanno nel nostro regolamento edilizio?".
mercoledì 25 marzo 2009
EPPURE IL CODICE PENALE E' SICURAMENTE APPLICABILE ANCHE IN SICILIA.
Art. 328 Codice Penale - Rifiuto di atti di ufficio. Omissione
Il pubblico ufficiale o l'incaricato del pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto dell'ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l'atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a lire due milioni. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa.
Il pubblico ufficiale o l'incaricato del pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto dell'ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l'atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a lire due milioni. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa.
domenica 22 marzo 2009
PIU CI PENSO…… PARTE II
ID: 022.02.08
Si ora siamo sul piano personale, per le offese gratuite che mi ha lanciato contro in quell’incontro di qualche minuto avuto per caso (ma poi non tanto per caso). Proprio lui che conosce la scomodità di avere amici chiacchierati.
Io cerco visibilità dice Bresciani.
E cosa cercavo nel lontano 12 maggio 2006 quando scrivevo ancora le stesse cose alla prima Commissione Straordinaria?
Cercavo visibilità per vedere come si sta a mettersi contro dei Prefetti?
Se avete la pazienza di leggere anche questa (nei commenti di questo post) vi accorgerete che non avevo un bel concetto della gestione dell’Ufficio Tecnico prima dell’avvento del commissariamento.
Ma certo, stavo preparandomi per attaccare il futuro sindaco.
Sono lungimirante io!
Si ora siamo sul piano personale, per le offese gratuite che mi ha lanciato contro in quell’incontro di qualche minuto avuto per caso (ma poi non tanto per caso). Proprio lui che conosce la scomodità di avere amici chiacchierati.
Io cerco visibilità dice Bresciani.
E cosa cercavo nel lontano 12 maggio 2006 quando scrivevo ancora le stesse cose alla prima Commissione Straordinaria?
Cercavo visibilità per vedere come si sta a mettersi contro dei Prefetti?
Se avete la pazienza di leggere anche questa (nei commenti di questo post) vi accorgerete che non avevo un bel concetto della gestione dell’Ufficio Tecnico prima dell’avvento del commissariamento.
Ma certo, stavo preparandomi per attaccare il futuro sindaco.
Sono lungimirante io!
venerdì 20 marzo 2009
PIU CI PENSO E PIU' MI INCAZZO.
ID: 021.02.07
Riprendendo il discorso dell'incontro con il Sindaco:
La prima cosa che mi ha detto è che non mi conosceva e che quella sarebbe stata l'occasione per conoscerci dimenticando che prima delle elezioni ho perso qualche ora del mio tempo per incontrarlo faccia a faccia per mettermi a disposizione per qualunque cosa gli fosse servito per svolgere il suo servizio sociale (a gratis).
In merito al fatto che non ho chiesto udienza a sua signoria, giudicate voi se questa lunghissima lettera, che gli ho spedito il 22 luglio del 2008, possa essere considerata una mancanza di comunicazione.
Come preciso nella mia lettera la forma scritta la ritengo più efficace perché ti consente di organizzare meglio i concetti. Non mi ha dato nessunissimo riscontro.
Chi ne ha voglia legga la lettera che riporto nei commenti a questo post e poi giudichi se il suo contenuto assomiglia a quelli della petizione e alle altre lamentele di oggi (a otto mesi da quella prima volta).
E' lunga ma vale la pena farsi una idea.
Riprendendo il discorso dell'incontro con il Sindaco:
La prima cosa che mi ha detto è che non mi conosceva e che quella sarebbe stata l'occasione per conoscerci dimenticando che prima delle elezioni ho perso qualche ora del mio tempo per incontrarlo faccia a faccia per mettermi a disposizione per qualunque cosa gli fosse servito per svolgere il suo servizio sociale (a gratis).
In merito al fatto che non ho chiesto udienza a sua signoria, giudicate voi se questa lunghissima lettera, che gli ho spedito il 22 luglio del 2008, possa essere considerata una mancanza di comunicazione.
Come preciso nella mia lettera la forma scritta la ritengo più efficace perché ti consente di organizzare meglio i concetti. Non mi ha dato nessunissimo riscontro.
Chi ne ha voglia legga la lettera che riporto nei commenti a questo post e poi giudichi se il suo contenuto assomiglia a quelli della petizione e alle altre lamentele di oggi (a otto mesi da quella prima volta).
E' lunga ma vale la pena farsi una idea.
giovedì 19 marzo 2009
Sig. Sindaco, che sensibilità!
ID: 020.02.06
Pensate che il Sindaco, invece di rispondermi sui contenuti della petizione, incontrandomi per caso, tutto quello che ha saputo dire sono state delle enormi banalità da cortiletto delle comari.
Mi ha accusato di cercare visibilità portando a prova della sua tesi il fatto che i colleghi non si sono associati alla mia richiesta e che quindi i contenuti sono del tutto strumentali.
Mi ha fatto una colpa per non aver chiesto di essere ricevuto da lui dimenticando che gli avevo scritto diverse volte senza mai aver ricevuto risposta.
Ma il grande capolavoro di eleganza è stata l’affermazione che si era informato su di me e che gli risultava che in passato io all’Ufficio Tecnico ci entravo tutti i giorni e la cosa mi stava bene. Ancora una volta esce fuori come una colpa la mia amicizia con il precedente ingegnere capo dell’U.T.
Fino a quando lo fa un “vigliacco anonimo” uno lo compatisce ma quando questa stessa cosa la fa il sindaco uno si chiede: “ma come? Io nonostante quello che riportavano i giornali l’ho votato e fatto votare e a lui per infamare la gente bastano le voci dei suoi informatori?”. Che eleganza!!
Pensate che il Sindaco, invece di rispondermi sui contenuti della petizione, incontrandomi per caso, tutto quello che ha saputo dire sono state delle enormi banalità da cortiletto delle comari.
Mi ha accusato di cercare visibilità portando a prova della sua tesi il fatto che i colleghi non si sono associati alla mia richiesta e che quindi i contenuti sono del tutto strumentali.
Mi ha fatto una colpa per non aver chiesto di essere ricevuto da lui dimenticando che gli avevo scritto diverse volte senza mai aver ricevuto risposta.
Ma il grande capolavoro di eleganza è stata l’affermazione che si era informato su di me e che gli risultava che in passato io all’Ufficio Tecnico ci entravo tutti i giorni e la cosa mi stava bene. Ancora una volta esce fuori come una colpa la mia amicizia con il precedente ingegnere capo dell’U.T.
Fino a quando lo fa un “vigliacco anonimo” uno lo compatisce ma quando questa stessa cosa la fa il sindaco uno si chiede: “ma come? Io nonostante quello che riportavano i giornali l’ho votato e fatto votare e a lui per infamare la gente bastano le voci dei suoi informatori?”. Che eleganza!!
lunedì 16 marzo 2009
CHE DELUSIONE!!
ID: 019.02.05
Che inutile attesa. Aspettavo di leggere questa attesa intervista di oggi 16 marzo su "L'alcamese" per riuscire a capire quale molla muovesse i passi di cotanto stratega e alla fine la musica è sempre quella. Ancora una volta non si risponde alle chiare e nette richieste della petizione presentata ma il disco rotto ripete che non ha il personale sufficiente. Come se per fare legalità fosse necessario avere il personale.
Dice che i confronti possono farsi anche "non via internet" come se lui avesse mai tentato di ascoltare la categoria o chicchessia.
I FATTI SIG. SINDACO, VOGLIAMO PARLARE DEI FATTI?
La trasparenza e l'organizzazione degli uffici sig. Sindaco non il lasciar fare.
Le procedure certe per evitare personalismi e prevaricazioni e non recite a soggetto.
La codificazione delle procedure che la legge non specifica bene e fanno tanto soffrire inutilmente il cittadino e non la giungla dell'indefinito.
Dopo questa intervista ora si che mi sento appagato e rassicurato.
Che inutile attesa. Aspettavo di leggere questa attesa intervista di oggi 16 marzo su "L'alcamese" per riuscire a capire quale molla muovesse i passi di cotanto stratega e alla fine la musica è sempre quella. Ancora una volta non si risponde alle chiare e nette richieste della petizione presentata ma il disco rotto ripete che non ha il personale sufficiente. Come se per fare legalità fosse necessario avere il personale.
Dice che i confronti possono farsi anche "non via internet" come se lui avesse mai tentato di ascoltare la categoria o chicchessia.
I FATTI SIG. SINDACO, VOGLIAMO PARLARE DEI FATTI?
La trasparenza e l'organizzazione degli uffici sig. Sindaco non il lasciar fare.
Le procedure certe per evitare personalismi e prevaricazioni e non recite a soggetto.
La codificazione delle procedure che la legge non specifica bene e fanno tanto soffrire inutilmente il cittadino e non la giungla dell'indefinito.
Dopo questa intervista ora si che mi sento appagato e rassicurato.
domenica 15 marzo 2009
Ma avete letto qualcosa sul PIANO CASA?
ID: 018.06.05
L'arch. Camillo Gioè ha postato questa nota che merita uno spazio apposito visto l'estrema importanza e delicatezza dell'argomento.
Ecco cosa ha riportato:
Ecco una sintesi tratta dal sito dell'Ordine degli Architetti:
"Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori accoglie positivamente la notizia di un atto legislativo che semplificherebbe l'attivita' edilizia privata". Lo afferma, in una dichiarazione il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Raffaele Sirica. "Ci auguriamo - prosegue la dichiarazione - che esso possa raggiungere l'obbiettivo di una sostanziale accelerazione e certezza delle tempistiche di procedure oggi estremamente farraginose, tutto cio' senza ledere il paesaggio, l'ambiente e le bellezze artistiche del nostro paese".
AGI) Riforme per la casa: allo studio l'abolizione della licenza edilizia.
Deregulation per l'edilizia. Una certificazione del progettista potrà sostituire i permessi. Il Governo punta alla semplificazione nel settore delle costruzioni. Per l'attività edilizia il permesso di costruire potrebbe essere abolito e sostituito da una certificazione di conformità firmata dal progettista. Allo studio anche l'autorizzazione «ex post» per chi interviene in aree vincolate a condizione che i lavori non arrechino danni. (...)
Continua nei commenti ...................................
L'arch. Camillo Gioè ha postato questa nota che merita uno spazio apposito visto l'estrema importanza e delicatezza dell'argomento.
Ecco cosa ha riportato:
Ecco una sintesi tratta dal sito dell'Ordine degli Architetti:
"Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori accoglie positivamente la notizia di un atto legislativo che semplificherebbe l'attivita' edilizia privata". Lo afferma, in una dichiarazione il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Raffaele Sirica. "Ci auguriamo - prosegue la dichiarazione - che esso possa raggiungere l'obbiettivo di una sostanziale accelerazione e certezza delle tempistiche di procedure oggi estremamente farraginose, tutto cio' senza ledere il paesaggio, l'ambiente e le bellezze artistiche del nostro paese".
AGI) Riforme per la casa: allo studio l'abolizione della licenza edilizia.
Deregulation per l'edilizia. Una certificazione del progettista potrà sostituire i permessi. Il Governo punta alla semplificazione nel settore delle costruzioni. Per l'attività edilizia il permesso di costruire potrebbe essere abolito e sostituito da una certificazione di conformità firmata dal progettista. Allo studio anche l'autorizzazione «ex post» per chi interviene in aree vincolate a condizione che i lavori non arrechino danni. (...)
Continua nei commenti ...................................
sabato 14 marzo 2009
UNA PRECISAZIONE.
ID: 017.04.04
Ho ricevuto, in forma privata, una telefonata da parte del giornalista Massimo Provenza nella quale mi si invita con molta pacatezza a moderare i toni perchè ritiene che nel mio post "Evviva è arrivata Annalisa" sono stato polemico nei suoi confronti.
Per quanto mi sforzi di rileggere attentamente il mio intervento non trovo in esso nessuna scortesia ma solo il rammarico che lui non abbia ritenuto meritevole di interesse il mio spunto di discussione ma di contro ho dichiarato la sua cortesia nel rispondere alle mie argomentazioni e l'interesse nei confronti del suo blog che ho messo pure fra i miei preferiti.
Pur non rilevando, ripeto, alcuna scortesia nei suoi confronti all'interno della mia nota, voglio in questa sede dichiarare la mia personale simpatia e l'assoluta mia buona fede.
Ho ricevuto, in forma privata, una telefonata da parte del giornalista Massimo Provenza nella quale mi si invita con molta pacatezza a moderare i toni perchè ritiene che nel mio post "Evviva è arrivata Annalisa" sono stato polemico nei suoi confronti.
Per quanto mi sforzi di rileggere attentamente il mio intervento non trovo in esso nessuna scortesia ma solo il rammarico che lui non abbia ritenuto meritevole di interesse il mio spunto di discussione ma di contro ho dichiarato la sua cortesia nel rispondere alle mie argomentazioni e l'interesse nei confronti del suo blog che ho messo pure fra i miei preferiti.
Pur non rilevando, ripeto, alcuna scortesia nei suoi confronti all'interno della mia nota, voglio in questa sede dichiarare la mia personale simpatia e l'assoluta mia buona fede.
mercoledì 11 marzo 2009
LICEITA' DEI FABBRICATI - Nuove disposizioni
ID: 016.06.04
Ancora una direttiva non scritta da parte della Dirigente dell'Ufficio Tecnico che stabilisce che si debba dimostrare la liceità dei fabbricati, anche se fuori dal centro urbano, a partire dal 1° gennaio 1952.
Le direttive non scritte hanno il grande vantaggio di poter essere ritirate dichiarando di essere stati fraintesi (il solito Berlusconi insegna) e ogni giorno si può dire una cosa diversa. Per esempio vi ricordate quel famoso elenco di pratiche che non doveva andare in C.C.E.? ora si sono accorti dopo cinque mesi abbondanti che alcune di queste ci devono andare ma con calma, senza fretta, man mano che i proprietari minacciano denunce. Dicono (ma dicono, non è scritto da nessuna parte) che “giustamente” hanno deciso di miscelare le pratiche nuove con quelle stantie. Ma capite cosa affermano? Che sia giusto fare aspettare le pratiche vecchie perché non è sensato fare aspettare quelle recenti. Ma capite la portata illegale di una tale affermazione? In barba a qualsiasi disposizione di legge si decide che i protocolli di presentazione non hanno alcuna importanza.
Ma ritorniamo alla data del 1° gennaio 1952.
Da dove deriva tale data?
Dall'entrata in vigore del primo Regolamento edilizio per il nostro comune. Peccato che l'art. 1 di tale regolamento, al comma 1 recita:
"Chiunque intenda eseguire nei centri abitati del Comune nuove costruzioni edilizie ovvero ampliare quelle esistenti o modificarne la struttura o l'aspetto, deve presentare domanda al Sindaco, corredandola del progetto ....."
Il comma dice "nei centri abitati del comune" e non "nel territorio del comune".
L’art. 4 di tale regolamento impone il rilascio della licenza “per i centri abitati e nelle zone di espansione indicate dal comune”. Non mi risulta che tali indicazioni ci siano mai state.
L’art. 57 , riferendosi agli “abitati rurali” prescrive che in essi “Salvo quanto è prescritto per i centri abitati, chiunque intenda costruire una casa rurale, ……omissis…….., dovrà richiedere l’approvazione dell’autorità comunale.”
Il regolamento dice “abitato” e non “edificio” e il vocabolario De Mauro indica “l’abitato” come “area dove si addensano le abitazioni” quindi non certamente il singolo fabbricato ed in ogni caso il regolamento richiede l’approvazione e non il rilascio delle licenza come invece previsto per i “centri abitati”.
Questo regolamento viene custodito nei cassetti e ogni tanto fa capolino per minacciare non so quale disgrazie e ritorsioni.
Quanti di voi ne hanno una copia?
Invece di giocare a nascondino, (o se vogliamo essere più chiari “a futti compagno”) perché una buona volta l’ufficio non si decide a rendere pubblico il materiale che ha nel cassetto e a decidere, magari assieme ai tecnici, in modo onesto e collaborativi quello che deve intendersi per abusivo e quello che invece è da considerarsi regolare?
La cosa non è per niente irrilevante, esistono un sacco di cittadini che non presentano richiesta di ristrutturazione o manutenzione perché hanno il terrore di andare incontro a guai per la liceità e questi cittadini sono potenziali candidati all’abusivismo per una politica di terrorismo messa in atto dall’ufficio che non avrebbe nessuna ragione di essere.
Perché l’ufficio si deve sempre porre come controparte ostile?
Dobbiamo smetterla di farci trattare come esecutori acefali che non hanno diritto di intervenire sul destino del proprio paese.
FUORI DAL CENTRO URBANO, IN TUTTA ITALIA, NON ERA DOVUTO IL RILASCIO DI ALCUNA LICENZA EDILIZIA PRIMA DEL 2 SETTEMBRE 1967 e se il comune intendesse cambiare tale limite temporale (ma non può) dovrebbe anche applicare la legge N.47/85 modificando le fasce della tabella che decidono le varie tipologie di abuso e conseguentemente le oblazioni perché per noi il secondo periodo non si potrebbe considerare più dal 2 settembre al 29 gennaio 1977 bensì dall’1 gennaio 1952 al 29 gennaio 1977. Che ne dite? Lo facciamo? Tanto la popolazione non protesterà e nelle casse pubbliche entreranno più soldini.
Continuate a stare zitti mi raccomando. C’è tempo per reagire per ora stiamo alla finestra a guardare poi si vedrà.
Ancora una direttiva non scritta da parte della Dirigente dell'Ufficio Tecnico che stabilisce che si debba dimostrare la liceità dei fabbricati, anche se fuori dal centro urbano, a partire dal 1° gennaio 1952.
Le direttive non scritte hanno il grande vantaggio di poter essere ritirate dichiarando di essere stati fraintesi (il solito Berlusconi insegna) e ogni giorno si può dire una cosa diversa. Per esempio vi ricordate quel famoso elenco di pratiche che non doveva andare in C.C.E.? ora si sono accorti dopo cinque mesi abbondanti che alcune di queste ci devono andare ma con calma, senza fretta, man mano che i proprietari minacciano denunce. Dicono (ma dicono, non è scritto da nessuna parte) che “giustamente” hanno deciso di miscelare le pratiche nuove con quelle stantie. Ma capite cosa affermano? Che sia giusto fare aspettare le pratiche vecchie perché non è sensato fare aspettare quelle recenti. Ma capite la portata illegale di una tale affermazione? In barba a qualsiasi disposizione di legge si decide che i protocolli di presentazione non hanno alcuna importanza.
Ma ritorniamo alla data del 1° gennaio 1952.
Da dove deriva tale data?
Dall'entrata in vigore del primo Regolamento edilizio per il nostro comune. Peccato che l'art. 1 di tale regolamento, al comma 1 recita:
"Chiunque intenda eseguire nei centri abitati del Comune nuove costruzioni edilizie ovvero ampliare quelle esistenti o modificarne la struttura o l'aspetto, deve presentare domanda al Sindaco, corredandola del progetto ....."
Il comma dice "nei centri abitati del comune" e non "nel territorio del comune".
L’art. 4 di tale regolamento impone il rilascio della licenza “per i centri abitati e nelle zone di espansione indicate dal comune”. Non mi risulta che tali indicazioni ci siano mai state.
L’art. 57 , riferendosi agli “abitati rurali” prescrive che in essi “Salvo quanto è prescritto per i centri abitati, chiunque intenda costruire una casa rurale, ……omissis…….., dovrà richiedere l’approvazione dell’autorità comunale.”
Il regolamento dice “abitato” e non “edificio” e il vocabolario De Mauro indica “l’abitato” come “area dove si addensano le abitazioni” quindi non certamente il singolo fabbricato ed in ogni caso il regolamento richiede l’approvazione e non il rilascio delle licenza come invece previsto per i “centri abitati”.
Questo regolamento viene custodito nei cassetti e ogni tanto fa capolino per minacciare non so quale disgrazie e ritorsioni.
Quanti di voi ne hanno una copia?
Invece di giocare a nascondino, (o se vogliamo essere più chiari “a futti compagno”) perché una buona volta l’ufficio non si decide a rendere pubblico il materiale che ha nel cassetto e a decidere, magari assieme ai tecnici, in modo onesto e collaborativi quello che deve intendersi per abusivo e quello che invece è da considerarsi regolare?
La cosa non è per niente irrilevante, esistono un sacco di cittadini che non presentano richiesta di ristrutturazione o manutenzione perché hanno il terrore di andare incontro a guai per la liceità e questi cittadini sono potenziali candidati all’abusivismo per una politica di terrorismo messa in atto dall’ufficio che non avrebbe nessuna ragione di essere.
Perché l’ufficio si deve sempre porre come controparte ostile?
Dobbiamo smetterla di farci trattare come esecutori acefali che non hanno diritto di intervenire sul destino del proprio paese.
FUORI DAL CENTRO URBANO, IN TUTTA ITALIA, NON ERA DOVUTO IL RILASCIO DI ALCUNA LICENZA EDILIZIA PRIMA DEL 2 SETTEMBRE 1967 e se il comune intendesse cambiare tale limite temporale (ma non può) dovrebbe anche applicare la legge N.47/85 modificando le fasce della tabella che decidono le varie tipologie di abuso e conseguentemente le oblazioni perché per noi il secondo periodo non si potrebbe considerare più dal 2 settembre al 29 gennaio 1977 bensì dall’1 gennaio 1952 al 29 gennaio 1977. Che ne dite? Lo facciamo? Tanto la popolazione non protesterà e nelle casse pubbliche entreranno più soldini.
Continuate a stare zitti mi raccomando. C’è tempo per reagire per ora stiamo alla finestra a guardare poi si vedrà.
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