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domenica 15 marzo 2009

Ma avete letto qualcosa sul PIANO CASA?

ID: 018.06.05

L'arch. Camillo Gioè ha postato questa nota che merita uno spazio apposito visto l'estrema importanza e delicatezza dell'argomento.

Ecco cosa ha riportato:
Ecco una sintesi tratta dal sito dell'Ordine degli Architetti:
"Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori accoglie positivamente la notizia di un atto legislativo che semplificherebbe l'attivita' edilizia privata". Lo afferma, in una dichiarazione il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Raffaele Sirica. "Ci auguriamo - prosegue la dichiarazione - che esso possa raggiungere l'obbiettivo di una sostanziale accelerazione e certezza delle tempistiche di procedure oggi estremamente farraginose, tutto cio' senza ledere il paesaggio, l'ambiente e le bellezze artistiche del nostro paese".

AGI) Riforme per la casa: allo studio l'abolizione della licenza edilizia.

Deregulation per l'edilizia. Una certificazione del progettista potrà sostituire i permessi. Il Governo punta alla semplificazione nel settore delle costruzioni. Per l'attività edilizia il permesso di costruire potrebbe essere abolito e sostituito da una certificazione di conformità firmata dal progettista. Allo studio anche l'autorizzazione «ex post» per chi interviene in aree vincolate a condizione che i lavori non arrechino danni. (...)
Continua nei commenti ...................................

mercoledì 11 marzo 2009

LICEITA' DEI FABBRICATI - Nuove disposizioni

ID: 016.06.04
Ancora una direttiva non scritta da parte della Dirigente dell'Ufficio Tecnico che stabilisce che si debba dimostrare la liceità dei fabbricati, anche se fuori dal centro urbano, a partire dal 1° gennaio 1952.
Le direttive non scritte hanno il grande vantaggio di poter essere ritirate dichiarando di essere stati fraintesi (il solito Berlusconi insegna) e ogni giorno si può dire una cosa diversa. Per esempio vi ricordate quel famoso elenco di pratiche che non doveva andare in C.C.E.? ora si sono accorti dopo cinque mesi abbondanti che alcune di queste ci devono andare ma con calma, senza fretta, man mano che i proprietari minacciano denunce. Dicono (ma dicono, non è scritto da nessuna parte) che “giustamente” hanno deciso di miscelare le pratiche nuove con quelle stantie. Ma capite cosa affermano? Che sia giusto fare aspettare le pratiche vecchie perché non è sensato fare aspettare quelle recenti. Ma capite la portata illegale di una tale affermazione? In barba a qualsiasi disposizione di legge si decide che i protocolli di presentazione non hanno alcuna importanza.
Ma ritorniamo alla data del 1° gennaio 1952.
Da dove deriva tale data?
Dall'entrata in vigore del primo Regolamento edilizio per il nostro comune. Peccato che l'art. 1 di tale regolamento, al comma 1 recita:
"Chiunque intenda eseguire nei centri abitati del Comune nuove costruzioni edilizie ovvero ampliare quelle esistenti o modificarne la struttura o l'aspetto, deve presentare domanda al Sindaco, corredandola del progetto ....."
Il comma dice "nei centri abitati del comune" e non "nel territorio del comune".
L’art. 4 di tale regolamento impone il rilascio della licenza “per i centri abitati e nelle zone di espansione indicate dal comune”. Non mi risulta che tali indicazioni ci siano mai state.
L’art. 57 , riferendosi agli “abitati rurali” prescrive che in essi “Salvo quanto è prescritto per i centri abitati, chiunque intenda costruire una casa rurale, ……omissis…….., dovrà richiedere l’approvazione dell’autorità comunale.”
Il regolamento dice “abitato” e non “edificio” e il vocabolario De Mauro indica “l’abitato” come “area dove si addensano le abitazioni” quindi non certamente il singolo fabbricato ed in ogni caso il regolamento richiede l’approvazione e non il rilascio delle licenza come invece previsto per i “centri abitati”.
Questo regolamento viene custodito nei cassetti e ogni tanto fa capolino per minacciare non so quale disgrazie e ritorsioni.
Quanti di voi ne hanno una copia?
Invece di giocare a nascondino, (o se vogliamo essere più chiari “a futti compagno”) perché una buona volta l’ufficio non si decide a rendere pubblico il materiale che ha nel cassetto e a decidere, magari assieme ai tecnici, in modo onesto e collaborativi quello che deve intendersi per abusivo e quello che invece è da considerarsi regolare?
La cosa non è per niente irrilevante, esistono un sacco di cittadini che non presentano richiesta di ristrutturazione o manutenzione perché hanno il terrore di andare incontro a guai per la liceità e questi cittadini sono potenziali candidati all’abusivismo per una politica di terrorismo messa in atto dall’ufficio che non avrebbe nessuna ragione di essere.
Perché l’ufficio si deve sempre porre come controparte ostile?
Dobbiamo smetterla di farci trattare come esecutori acefali che non hanno diritto di intervenire sul destino del proprio paese.
FUORI DAL CENTRO URBANO, IN TUTTA ITALIA, NON ERA DOVUTO IL RILASCIO DI ALCUNA LICENZA EDILIZIA PRIMA DEL 2 SETTEMBRE 1967 e se il comune intendesse cambiare tale limite temporale (ma non può) dovrebbe anche applicare la legge N.47/85 modificando le fasce della tabella che decidono le varie tipologie di abuso e conseguentemente le oblazioni perché per noi il secondo periodo non si potrebbe considerare più dal 2 settembre al 29 gennaio 1977 bensì dall’1 gennaio 1952 al 29 gennaio 1977. Che ne dite? Lo facciamo? Tanto la popolazione non protesterà e nelle casse pubbliche entreranno più soldini.
Continuate a stare zitti mi raccomando. C’è tempo per reagire per ora stiamo alla finestra a guardare poi si vedrà.

lunedì 2 marzo 2009

VOGLIAMO PROPORRE QUALCOSA DI BUONO PER LA PROSSIMA REVISIONE DEL PIANO?

ID:010.06.03
Possiamo, in questo spazio, elencare le cose che vorremmo cambiare nel nostro Piano Regolatore. Che ci costa?

VOGLIAMO ELENCARE LE COSE CHE NON VANNO NEL NOSTRO REGOLAMENTO EDILIZIO?

ID:009.06.02
Vogliamo provamo a lavorare in modo costruttivo proponendo di togliere, aggiungere o modificare qualcosa nel nostro REGOLAMENTO EDILIZIO?
Ci siamo lamentati tante volte. Proviamo allora a offrire degli spunti di riflessione in attesa che inizi la penosa trafila degli aggiustamenti.

mercoledì 25 febbraio 2009

9 GIUGNO 2009 - IL NOSTRO PIANO REGOLATORE COMPIE 5 ANNI. GUAI IN VISTA??

ID:008.06.01
Tutti gli addetti ai lavori sappiamo che il Testo Unico sulle espropriazioni prescrive che i vincoli di esproprio o di inedificabilità non possono avere durata superiore a 5 anni.
Il nostro piano regolatore è stato approvato il 9 giugno 2004 e siamo nel 2009. Fra tre mesi saranno passati 5 anni (io credo addirittura che il termine decorra dall'adozione del piano e non dall'approvazione).
SOLO TRE MESI E LA FRITTATA SARA' FATTA DEFINITIVAMENTE.
Se le aree destinate alla realizzazione delle attrezzature di interesse comune non sono più nella disponibilità pubblica il piano non può essere attuato e perde di efficacia.
L'attuale Amministrazione dovrebbe riuscire a risolvere questo problema in tre mesi. TRE MESI!!
E in tutto questo come si pone la variante proposta dalla Delibera n. 30 e dei relativi emendamenti?
Questo è quello che penso io, e voi? Gli addetti ai lavori cosa ne pensate? Sono uno che vaneggia? Un terrorista della parola? Un destabilizzatore? Un semplice pessimista?