venerdì 28 maggio 2010

CI SONO ANCORA

Sono ancora qua, ci sono, ......... ci sono.

Vorrei dire qualcosa ma non trovo veramente la forza di dibattere altri argomenti che non siano la riconquista del nostro territorio, della nostra dignità di cittadini che non possono subire l'autanasia economica e politica di questa cittadina senza reagire, della voglia di gestire la nostra vita senza delegarla ai "Marziani" occupanti.

Lo so ci sono tantissimi problemi su cui si può intervenire, la iattura della privatizzazione dell'acqua, il ritorno delle centrali nucleari nonostante il referendum che li ha abolite, Berlusconi che passo dopo passo inesorabilmente si sta impossessando del potere sotto tutti i suoi aspetti e nello stesso tempo grida al complotto e ammalia i vecchietti e anche parecchi non vecchietti, la mafia che continua inesorabilmente i suoi affari in un tessuto burocratico che lascia ampi spazi al malaffare, una politica turistica della nostra città che è ancora senza progetto.

Ma non ce la faccio. Penso che tutte queste cose sono figlie della stessa madre, la cattiva amministrazione. Quella cattiva amministrazione che diventa opaca, che opera nella illegalità perchè convinta, nella migliore dell'ipotesi, che opera bene e che non può perdere tempo a convincere la gente della bontà del suo operato (in verità dovrei dire della sua inerzia).

L'illegalità, la prepotenza e la confusione mentale dei nostri amministratori non può portare alla rinascita della nostra citta, anzi, il popolo sfiduciato ritornerà (se mai se ne fosse allontanato) a guardare di nuovo verso un certo tipo di organizzazione che gli da il senso della certezza e della protezione.

Ma tanto questo non interessa nessuno. Troppa fatica agire, troppo scomodo protestare.

Lascia che il mondo giri!......, che stanchezza! ..... che sensazione di malessere, ..... di sconfitta sociale ......... di cupa ottusità.

venerdì 14 maggio 2010

IO PEC..CO, ... E VOI, ... STATE PEC...CANDO?

Si, avete sentito la grande novità? Ora c'è la PEC (Posta Elettronica Certificata).

Grazie a Brunetta ora Possiamo PECcare tutti!!!!!!!!!!

Basta con le costose raccomandate, con l'incertezza di dimostrarne il contenuto, con la perdita delle ricevute; basta con l'andare in posta a fare interminabili file, inquinare l'aria con spostamenti inutili per ordinare e ritirare certificati presso le pubbliche Amministrazioni. Basta con i numeri di protocollo che non si possono sapere, con le ricevute che non vengono rilasciate.

Si Basta!!!! Basta che il cittadino, in un moto di orgoglio, decidesse di avvalersi dei suoi diritti. Basterebbe capire l'enorme possibilità del cambiamento che potrebbe significare questa iniziativa.

Ognuno di noi ha una sua casella di posta elettronica certificata messa a disposizione gratuitamente dallo stato con la quale può interagire con tutte le Amministrazioni Pubbliche che dovranno obbligatoriamente rispondere con lo stesso mezzo se il cittadino lo chiede.

Si, sono sicuro che nonostante il lungo preavviso, le Amministrazioni si troveranno ancora impreparate, ma voi provateci, invadeteli di richieste e pretendete che vi rispondano per via telematica.

Niente più viaggi della speranza per ritirare certificati o per chiedere informazioni. Tutto gratis, tutto certificato, tutto comodo, ma dovete provarci non potete fermare il futuro con la sfiducia.

FORZA!!!! PEC..CHIAMO!!!!!

sabato 17 aprile 2010

DOPO IL DRAMMA LA COMMEDIA

Continuo i miei ricordi con un'altra poesia piuttosto spiritosa.

La partenza del Crociatodi Giovanni Visconti-Venosta

Una storia divertente che ha raccontato nelle sue memorie Giovanni Visconti Venosta, giornalista e scrittore vissuto nella seconda metà dell’Ottocento.
Racconta, dunque, il Visconti Venosta che quando era studente di Liceo si presentò a casa sua una donna del popolo per chiedergli un favore. A suo figlio, che frequentava il ginnasio, era stato assegnato un compito in versi dal titolo: “La partenza del crociato” (E’ bene sapere che nel passato a scuola si studiava anche la composizione delle poesie con relative esercitazioni). Il povero ragazzo, che a quanto pare non era vocato per la poesia, aveva saputo scrivere solo due versi e poi si era bloccato. I suoi versi erano questi: “Passa un giorno, passa l’altro / mai non torna il prode Anselmo.” Da notare che il tema riguardava la partenza del crociato, invece quel giovane inizia già con il mancato ritorno.
Dice il Visconti Venosta che nel leggere quei due versi gli venne una tentazione cattiva e quindi ne aggiunse altri scherzosi. Scrisse che il prode Anselmo era partito per “conquidere l’avel” (per conquistare il Santo Sepolcro). Aveva con sé tutto quello che poteva essergli utile, la sua bella gli aveva dato perfino le “pezze per i pié” (quelle che oggi sarebbero le calze). E Anselmo con l’elmo in testa partì a cavallo (osserva l’autore che non c’erano i treni a vapore sulle linee ferrate, perché allora non si ferravano le strade, ma i viaggiatori!). Aveva, infatti, la cravatta in ferro battuto e il gilé in ottone. Egli viaggiava seduto, ma il cavallo andava a piedi. Dopo un lungo viaggio arrivò in Palestina e il Sultano, vistosi perduto, si preparò a fuggire dopo avere messo tutto nelle casse: “Pipe, sciabole, tappeti, mezze lune, jatagan, odalische, minareti,” A quel punto ad Anselmo accadde una disgrazia. Poiché aveva bisogno di bere riempì l’elmo d’acqua, ma non si accorse che nell’elmo c’era un forellino. Quindi l’acqua finì tutta a terra e il prode Anselmo morì di sete. Ecco perché passa un giorno passa l’altro mai non torna il prode Anselmo.
Questa poesia va bene per fare ridere i lettori, ma non per essere presentata a scuola, come fece quell’ignaro ragazzo. La lessero tutti i professori fra grandi risate, se la passarono di mano in mano e la fecero arrivare perfino all’Università insieme al nome dell’autore, che apparteneva ad una famiglia molto nota.
Alcuni anni dopo il Visconti Venosta, studente universitario, si presentò per sostenere un esame e il professore, quando sentì il suo nome, gli recitò quei versi famosi: “Passa un giorno, passa l’altro, mai non torna il prode Anselmo…
Io non so come sia andato al Visconti Venosta quell’esame, ma suppongo che lo abbia superato brillantemente, dal momento che i professori lo avevano apprezzato prima ancora di conoscerlo.
La sua poesia fino ad alcuni decenni addietro si trovava ancora nei libri di scuola e addirittura veniva stampata nelle copertine dei quaderni.

Passa un giorno, passa l`altro
Mai non torna il prode Anselmo,
Perché egli era molto scaltro
Andò in guerra e mise l`elmo…
Mise l`elmo sulla testa
Per non farsi troppo mal
E partì la lancia in resta
A cavallo d`un caval.
La sua bella che abbracciollo
Gli dié un bacio e disse: Va`!
E poneagli ad armacollo
La fiaschetta del mistrà.
Poi, donatogli un anello
Sacro pegno di sua fe`,
Gli metteva nel fardello
Fin le pezze per i piè.
Fu alle nove di mattina
Che l`Anselmo uscìa bel, bel,
Per andare in Palestina
A conquidere l`Avel.
Né per vie ferrate andava
Come in oggi col vapor,
A quei tempi si ferrava
Non la via ma il viaggiator.
La cravatta in fer battuto
E in ottone avea il gilé,
Ei viaggiava, è ver, seduto
Ma il cavallo andava a piè.
Da quel dì non fe` che andare,
Andar sempre, andare andar…
Quando a piè d`un casolare
Vide un lago, ed era il mar!
Sospettollo… e impensierito
Saviamente si fermò
Poi chinossi, e con un dito
A buon conto l`assaggiò.
Come fu sul bastimento,
Ben gli venne il mal di mar
Ma l`Anselmo in un momento
Mise fuori il desinar.
Pipe, sciabole, tappeti,
Mezze lune, jatagan,
Odalische, minareti,
Già imballati avea il Sultan.
Quando presso ai Salamini
Sete ria incominciò,
E l`Anselmo coi più fini
Prese l`elmo, e a bere andò.
Ma nell`elmo, il crederete?
C`era in fondo un forellin
E in tre dì morì di sete
Senza accorgersi il tapin.
Passa un giorno, passa l`altro,
Mai non torna il guerrier
Perch`egli era molto scaltro
Andò in guerra col cimier.
Col cimiero sulla testa,
Ma sul fondo non guardò
E così gli avvenne questa
Che mai più non ritornò.

sabato 10 aprile 2010

IL RIPOSO DEL GUERRIERO

E' sabato, non mi va di lavorare, gironzolo sul web e rifletto sulla potenza di questo strumento, ci si trova di tutto.
Ad un tratto penso ad una lunga poesia che una colta vicina di casa, la Signora Licia Perone, mi ha recitato un paio di volte da ragazzino undicenne e che mi era piaciuta tanto che ne avevo messo in memoria una buona parte ed ogni volta che la recitavo mi faceva venire la pelle d'oca.
Ma quello che non avevo mai messo in memoria era l'autore. Avrei voluto cercala ma non sapevo da dove cominciare, oggi ho riflettuto che potevo cominciare proprio da questo stupendo mezzo e al primo colpo eccola in tutta la sua interezza e l'autore non era nemmeno tanto sconosciuto, Giovanni Pascoli!.
L'ho riletta e ancora una volta la stessa identica emozione di allora. Sarò rinco ma ve la voglio proporre.

Breus

I
Viveva con sua madre in Cornovaglia:
un dì trasecolò nella boscaglia.
Nella boscaglia un dì, tra cerro e cerro
vide passare un uomo tutto ferro.
Morvàn pensò che fosse San Michele:
s'inginocchiò: "Signore San Michele,
non mi far male, per l'amor di Dio!".
"Né mal fo io, né San Michel son io.
No: San Michele non poss'io chiamarmi:
cavalier, si: son cavaliere d'armi".
"Un Cavaliere? Ma che cosa è mai
guardami o figlio e che cos'è saprai"
"Che è codesto lungo legno greve?"
"La lancia: ha sete, e dove giunge, beve".
"Che è codesta di cui tu sei cinto?".
"Spada, se hai vinto; croce se sei vinto".
"Di che vesti? La veste è pesa e dura".
"E' ferro. Figlio, questa è l'armatura".
"E tu nascesti già così coperto?".
Rise e rispose il cavalier:; "No, certo".
"E chi la pose, dunque, indosso a te?".
"Chi può". "Chi può?". "Ma, caro figlio, il re!".

II
Il fanciullo tornò dalla sua mamma,
e le saltò sulle ginocchia: "Mamma,
mammina (cinguettò), tu non lo sai!
ho visto quello che non vidi mai!
un uomo bello più del San Michele
ch'è in chiesa, tra il chiaror delle candele!".
"Non c'è uomo più bello , figlio mio,
più bello, no, d'un angelo di Dio".
"Ma sì, ce n'è, mammina, se permetti,
ce n'è mammina, cavalier son detti.
E io, mammina, voglio andar con loro,
e aver veste di ferro e sproni d'oro".
La madre a terra cadde come morta,
che già Morvan usciva dalla porta;
Morvan usciva e le volgea le spalle,
ed entrò difilato nelle stalle;
nelle stalle trovò sol un ronzino:
lo sciolse, vi montò sopra: in cammino.
Egli partì, ne salutò persona
eccolo fuori, ecco che batte e sprona:
eccolo già lontano dal castello,
dietro quell'uomo, ch'era così bello.

III
Dopo dieci anni, dieci tutti interi,
Breus, il cavalier de cavalieri,
sostò pensoso avanti a quel castello.
Era fradicio e rotto il ponticello.
Entrò pensoso nella corte antica:
c'era tant'erba, c'era tanta ortica.
Il rovo vi crescea come una siepe,
e la muraglia piena era di crepe.
L'edera aveva la muraglia invasa:
l'erba copria la soglia della casa.
E l'uscio era imporrito e tristo a mo'
di tomba. Egli picchiò, picchiò, picchiò..
Ecco alfine una donna, ecco una donna
antica e cieca, che gli aprì. "Voi, nonna,
mi potete albergar per questa notte?".
"Albergar vi si può per questa notte,
albergar vi si può di tutto cuore,
ma l'albergo non è forse il migliore.
Ché questa casa è tutta in abbandono
da che il figlio partì, dieci anni or sono".
Era discesa una donzella in tanto,
che appena lo guardò, ruppe in pianto.

IV
"Perché piangete, buona damigella?
perché piangete, cara damigella?".
"Io voglio dirvi, sire cavaliere,
io voglio dirvi, che mi fa dolere.
E' un mio fratello che dieci anni fa
(ora sarebbe della vostra età),
ci abbandonò per farsi cavaliere.
Io piango appena vedo un cavaliere.
Se vedo un cavalier presso il castello,
piango pensando al mio dolce fratello".
"Non avete la madre, o damigella?
non un altro fratello? una sorella?".
"Nessuno... almeno ch'io li veda in viso:
son, fratelli e sorelle, in paradiso.
La mia madre morì dal dispiacere
quand'e' partì per farsi cavaliere.
Ecco il suo letto presso il limitare,
ecco il suo seggio presso il focolare.
La sua crocetta porto sopra me.
pel mio povero cuore altro non c'è".

V
Mise un singhiozzo il cavalier d'un tratto.
Ella il pallido alzò viso disfatto.
La damigella alzò con meraviglia
gli occhi che aveano il pianto sulle ciglia.
"Iddio la mamma ancora a voi l'ha presa
c'ora piangete, che m'avete intesa?".
"Ancora a me la mamma prese Iddio;
ma chi gli disse: Prendila! fui io".
"Voi? Ma chi siete? Qual'è il vostro nome?".
"Morvan il nome, Breus il soprannome.
O sorellina, io son pien di gloria:
ogni giorno ho contata una vittoria:
ma se potevo indovinar quel giorno,
che non l'avrei veduta al mio ritorno,
o sorellina, non sarei partito!
o sorellina, non sarei fuggito!
Oh! per vederla qui sul limitare,
per rivederla presso il focolare,
per abbracciare qui con te pur lei
le mie vittorie tutte le darei:
sarei felice, pur ch'a lei vicino,
di strigliar tuttavia quel mio ronzino!".

(Giovanni Pascoli)

mercoledì 7 aprile 2010

CURIOSO NO?

SNEOCDO UNO SDTIUO IGLNESE NON IRMPTOA CMOE SNOO SCTRITE LE PRALOE, TTUTE LE LETETRE POSNOSO ESESRE AL PSTOO SBGALAITO...

L'IMPTORTANE E' SLOO CHE LA PRMIA E L'UMLTIA LETRTEA SAINO AL PTOSO GTSIUO... IL RTESO NON CTONA, IL CERLVELO E' COMQUNUE SREMPE IN GDRADO DI DECRAIFRE IL PZUZLE PCHERE NON LGEGE ONGI SILNGOA LTETREA MA LA PALROA NEL SUO INSMIEE... VSTIOO ???

NON MI DITE CHE NON SIETE RIUSCITI A LEGGERLO.
RILASSATEVI E LEGGETE DI NUOVO VEDRETE CHE E' FACILISSIMO.

martedì 6 aprile 2010

AGGREDITO DON FRANCO?

Ho sentito che questo pomeriggio qualcuno ha aggredito Don Franco in canonica al punto che hanno dovuto portarlo in ospedale con l'ambulanza.
Se fosse il primo aprile sarei portato a non crederci ma non è il primo aprile.
Voglio esprimere la mia solidarietà a Don Franco sperando che non sia stato nulla di grave.
Se qualcuno ne sa di più gradirei notizie.

sabato 27 marzo 2010

RAI PER UNA NOTTE - LA DEMOCRAZIA E' VERAMENTE IN PERICOLO?

Certo a sentire come il nostro Governo tratta le istituzioni e quale senso delle legalità abbia, a me qualche dubbio viene.

Io la tramissione l'ho vista tutta e siceramente qualche preoccupazione ce l'ho.

Anche le reazioni del Presidedente della nostra RAI, Masi, mi fanno riflettere.
Ma più di tutto mi fa riflettere l'assoluto silenzio dei media governativi.
Ma veramente Giovedi 25 non è successo niente che valga la pena di approfondire?
Eppure gli ascolti su internet sono stati altissimi.
VESPA naturalmente non condivide ma questo non ci stupisce.

venerdì 26 marzo 2010

LE MIE CONSIDERAZIONI FINALI

1)Ho fatto il mio dovere di cittadino.

2)Ho espresso all'organo giudiziario le mie considerazioni come avevo promesso e preannunciato.

3)Non nutro alcuna speranza che il mio atto servirà a diminuire l'arbitrarietà negli uffici comunali.

4)Aspetterò i tempi delle procedure giudiziarie che non saranno certamente brevi.

5)Mi organizzerò per resistere all'attacco vendicativo di qualcuno che ha perso completamente la bussola e la serenità di giudizio.

6) Chiedo scusa al Dott. Antonino Mistretta (compagno delle delle classi elementari della maestra Greco) per avere fatto quella grande cazzata di non averlo votato e fatto votare.

7) Ringrazio, con grande commozione, tutti i miei colleghi che mi hanno così decisamente e incondizionatamente sostenuto.

8) Mi ripropongo da questo momento di usare le mie energie eslusivamente per risolvere i miei casi personali.

9)Evitate di lamentarvi in mia presenza di come vanno le cose in questo comune perchè potrei anche reagire in modo poco educato.

10) Spero che si secchi irreversibilmente il pistolino con relativi accessori di tutti quelli che offendono nascondendosi dietro l'anonimato (e se poi fossero colleghi spero che gli si cicatrizzi pure il buchetto del culo).

lunedì 22 marzo 2010

IL SANGUE RIBOLLE.

Leggo il Segestano del marzo 2010 e il sangue mi ribolle perchè mai come in questa intervista emerge la malizia dolosa di un Sindaco che non solo non opera bene ma che vuole vendere per buona una cosa che non lo è giocando e barando sui numeri:
In questa intervista il Sindaco afferma che sono state rilasciate 140 concessioni tralasciando di precisare che 50 sono D.I.A. (pratiche eseguite sotto la esclusiva responsabilità del progettista), 50 sono Sanatorie (che fanno storia a parte perchè incidono pochissimo nell'economia cittadina) e solo 50 sono concessioni edilizie che hanno richiesto quindi un processo di istruttoria. Se si vuole poi sottilizzare almeno 25 di queste si riferiscono ad opere di completamento di edifici a cui era scaduto il titolo e dovevano rinnovarlo e che non avevavo bisogno di grosse perdite di tempo per istruttorie. Rimangono quindi una ventina di concessioni per nuove costruzioni che rappresentano veramente la linfa della nostra economia.
Fino a quì la malizia.
Si intravede la dolosità invece quando continua a fare il paragone dei risultati con l'anno 2007 e con il periodo precedente alla sua amministrazione (quello dei commissari che hanno bloccato tutto) e non con il periodo precedente al commissariamento che è l'unico valido termine di paragone.
Questo è lo stralcio dell'articolo a cui mi riferisco:
............. La Commissione edilizia ha ripreso la sua attività. Nel 2009 ha rilasciato 140 concessioni e 170 autorizzazioni. Chi li definisce di scarsa consistenza afferma grandi sciocchezze! Molta gente parla perché vuol parlare, perché ha la bocca, tira il fiato ed escono parole, ma bisognerebbe riflettere prima di parlare! Non dico che le nostre sono cifre grandissime, ma confrontandole con i dati degli anni precedenti, che ho reso pubblici si evince un aumento molto sensibile (nel 2007 le concessioni erano 63 e le autorizzazioni 84).

Caro Sindaco mi pare che chi parla perché ha la bocca non sono certo io, quando tiro il fiato respiro ma quando parlo prima rifletto sulla concretezza di quanto affermo. Dovrei invece riflettere di più sulla convenienza personale e sul pericolo che corro in un ambiente come questo ma non ci posso fare niente, il sangue ribolle.

venerdì 19 marzo 2010

MA NON C`E`SOLO IL SINDACO CHE FA FINTA DI NON CAPIRE

Non avrei mai creduto che a Castellammare ci fossero tanti pusillanimi, che continuano a lamentarsi per un milione di cose ma quando c`è da difendere i propri diritti mettendoci la faccia temono per il loro c..o e hanno immediatamente qualcosa di urgente da fare.
No poverini, state tranquilli, siete in buona compagnia, l`italiano e`cosi`, si nasconde quando c`e`da combattere ma al momento della foto con il trofeo e sempre in prima fila.
Comodo stare alla finestra, se finisce bene mi godo i risultati e se invece finisce male non ci ho perso niente ... eh?
Pensate al vostro orticello, e`piu`sicuro.
Saluti da Amsterdam.
Ma torno! Se non cade l`aereo torno.

giovedì 18 marzo 2010

LA RISPOSTA DEL SINDACO che fa finta di non capire

Non mi pare che il sindaco con la risposta che mi ha dato abbia centrato il problema. Le solite lagne senza contenuto e poi si permette di scrivere sul Segestano che chi si lamenta lo fa per dare fiato alla bocca. Anche lui non scherza.
Dice di non essere arrogante ma poi fa il gradasso dichiarando che una denuncia in piu`o in meno non lo impressiona invece di tentare un accomodamento.

Riporto la risposta del Sindaco e successivamente il mio commento.
.......................
Prendo atto della denuncia dell’ing. Martino Di Benedetto; se questa serve per risolvere i problemi di Castellammare, ben venga. L’amministrazione non è un pachiderma addormentato, né un insieme di persone arroganti. L’amministrazione è fatta da persone che si sono trovate, e sono ancora, di fronte a problemi enormi, soprattutto in fatto di urbanistica e di bilancio. Lo sforzo fatto e la mole di lavoro profusa, solo parzialmente descritti nella relazione del sindaco, hanno sicuramente migliorato l’andamento dell’attività dei vari uffici, ma non hanno certamente posto rimedio a tutte le carenze. L’ufficio dell’urbanistica è stato trovato, da questa amministrazione, in grave confusione, come tutti sanno. Il tutto è stato poi complicato da un PRG per il quale, nel decreto di approvazione (anno 2004), l’Ass.to Reg.le al Territorio prevedeva delle prescrizioni che sono state per la quasi totalità disattese. L’arretrato di pratiche riscontrato è enorme, e non arriva solo al 2006, ma investe anni ben precedenti. Colpevolizzare per tutto questo l’attuale amministrazione, come se fosse rimasta inerte, è ingiusto ed ingeneroso. Nessuno si aspetta elogi, ma l’attività svolta andrebbe quanto meno riconosciuta.
Una nota personale: io non sono risentito con nessuno. Certamente in alcuni casi non sono stato tenero nei miei interventi, soprattutto quando ritengo ingiustificate determinate critiche, ma non porto rancore nei confronti di nessuno. E non perché mi senta buono, ma perché ritengo che portare rancore costi troppa fatica, meglio affaticarsi nel costruire qualcosa di positivo.

Con vera cordialità,
Marzio Bresciani.
..........................

Da Amsterdam con stupore.

Non mi pare che lei abbia ben compreso il contenuto delle mie rivendicazioni.
Io parlo di mancanza di metodo, dell`arroganza della sua dirigente, del dispregio delle leggi, di scomparsa di pratiche, di mancanza di sensibilita` e lei mi fa il sermone.
Certo, io ritengo, con il mio sacrificio, di contribuire a cambiare qualcosa nella sua amministrazione. Da un anno e mezzo cerco un qualche risultato, un segno di buona volonta` che denotasse interesse verso un settore vitale per lèconomia del paese. Lei ha dimostrato di non capirne il peso.
Avrei apprezzato un minimo di scuse per la perdita da parte del suo ufficio di ben cinque pratiche contenenti documenti importantissimi.
Vedo che vuole arrivare alla sfida finale, ne prendo atto.
Ing. Martino Di Benedetto

martedì 16 marzo 2010

NON VOLEVO ARRIVARE ALLA DENUNCIA, MA SONO STATO COSTRETTO

Pubblico questo post per spiegare le motivazioni del mio gesto e precisare che non ha nessuna valenza politica o di sterile polemica.
Si tratta della difesa della dignità professionale e di cittadino del sottoscritto che ritiene che siano stati lungamente negati i suoi diritti.
Come più volte dichiarato sul mio Blog e su quello del Sindaco ritengo di essere stato oggetto di vessazioni e soprusi da parte del Sindaco e della dirigenza dell’ufficio tecnico, il primo per non aver verificato quanto da me più volte denunciato, la seconda per aver direttamente operato nei miei confronti in modo illegale.
Affinché non si dica che ho agito in modo frettoloso e maligno ho proceduto a notificare il mio intendimento al Sindaco prima mediante e-mail (sabato 13 marzo), e successivamente il lunedì 14 mediante regolare nota scritta e protocollata nella quale si precisavano i motivi (comunque già noti) della mia denuncia.
Riporto la nota che ho presentato:
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Al Signor Sindaco del comune di Castellammare del Golfo

Oggetto: Preavviso di denuncia.

Egregio signor Sindaco, ora basta.
Anche se ho minacciato diverse volte di presentare denuncia nei suoi confronti e del dirigente U.T. in cuor mio sapevo che era un modo per scuotere il pachiderma dormiente e condurlo al ragionamento, ma ora avete passato qualunque limite di decenza, di arroganza e prevaricazione.
Io non voglio essere prevaricato.
Lei, da un anno, è stato messo da me a conoscenza non di tutte ma di molte illegalità che avvengono nella sezione urbanistica e non si è mai degnato di verificare la validità delle mie segnalazioni.
Io non sono in grado di dire se questi disservizi siano un trattamento speciale per il sottoscritto e se avvengono per suo ordine (per rispondere in modo abbietto alle mie fastidiose richieste di legalità e trasparenza) o per disposizioni più o meno tacite di qualche dirigente infastidito o perché la confusione nell’ufficio in oggetto e la mancanza di direttive sensate portano ad una specie di babele e di paralisi facendo dimenticare legalità ed umanità.
Da mesi protesto per le mie pratiche bloccate e per i miei diritti negati minacciando denunce e nessuno mi crede, ma ora, se non altro per non perdere la faccia, sono costretto a procedere sia contro di lei che della sua dirigente.
Questo è il mio programma:
- Oggi 13 marzo 2010 le spedisco questo mio sfogo per via telematica nel suo blog per vedere se ha il coraggio di pubblicare pure questa;
- Lunedi 14 marzo consegnerò al protocollo questa nota in modo ufficiale;
- Martedì 15 pubblicherò questo documento sul mio blog spiegando a chi vuol capire che la mia azione non è politica né polemica ma solo di difesa della mia dignità offesa;
- Nei giorni successivi sarò all’estero ma ritornerò e mercoledì 24 mi recherò presso la stazione dei carabinieri per sporgere la mia denuncia e consegnare il dossier con le notizie e le circostanze che sono alla base della mia rivendicazione.
Lo so, sarà forse più traumatico per me che per voi che dell’arroganza avete fatto mestiere, ma devo farlo anche a costo di dover chiudere lo studio. Io voglio sentirmi cittadino e non suddito.
Solo per sua comodità le riassumo molto sinteticamente le situazioni oggetto della denuncia che presenterò alle autorità competenti. Queste cose sono da tempo a sua conoscenza per avergliele scritte io in varie occasioni.
1) Aperta e ripetuta violazione dell’art. 2 della LR n. 17/94 di cui il sottoscritto ha chiesto espressamente e ripetutamente l’applicazione riportandola sulla richiesta in bollo delle varie pratiche;
2) mancanza di qualsiasi riscontro di qualunque tipo a tutte le pratiche presentate dal mio studio di cui farò dettagliato elenco;
3) Nessuna risposta alle mie ripetute richieste di notizie sulla pratica di rilascio di abitabilità presentata il 23/06/06 prot. N. 20404 intestata a xxxxxxxx;
4) Nessun riscontro alla pratica di variante ai sensi dell’art. 15 della L. 47/85, presentata in data 30/05/07 prot. 15198 intestata a xxxxxxxxx;
5) Nessun riscontro alla richiesta di abitabilità presentata il 29/05/08 prot. N. 19410 del 4/6/08 intestata a xxxxxxxxxxxxxxx;
6) Nessun riscontro alla pratica di variante ai sensi dell’art. 15 della L. 47/85, presentata in data 1/12/08 prot. 39625 del 4/12/08 intestata a xxxxxxxxxx;
7) Nessun riscontro alla richiesta di abitabilità presentata il 9/12/09 di cui non conosco il numero di protocollo in quanto l’impiegato addetto al protocollo giustamente si infastidisce alle continue richieste in quanto tale numero dovrebbe essere fornito dall’ufficio competente al richiedente presso il suo domicilio assieme al nominativo del responsabile del procedimento come prescritto dalla legge;
8) Nessun riscontro nonostante ripetuti solleciti relativi alla pratica edilizia presentata in data 11/10/07 intestata a xxxxxxxxxx di cui so ufficiosamente che è stata esaminata in C.C.E. a dicembre 2009 ma senza che mi si metta in condizione di conoscere il parere e mettere in atto le conseguenti procedure;
9) Nessuna notizia di qualsiasi tipo in risposta alla richiesta di concessione edilizia presentata in data 15/10/09 a nome di xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx.
10) Ancora nessun esito per una pratica di completamento presentata in data 22/10/2007 che forse dovrebbe essere in dirittura di arrivo in questi giorni e di cui preferisco momentaneamente non precisare il richiedente;
Mi riservo di elencare alle autorità altre pratiche già concluse ma che hanno richiesto tempi assurdi per la loro conclusione.
OGGI, OLTRE A CONTINUARE IL MUTISMO SULLE PRATICHE PRESENTATE, MI SI DICE CON CANDIDA TRANQUILLITA’ CHE LE PRATICHE N. 3, N. 5, N. 6 E N. 7 NON SI TROVANO E TUTTI I DOCUMENTI ORIGINALI (collaudo, certificato di conformità strutturale, perizie, certificati sugli impianti ecc) IN ESSA CONTENUTI SONO STATI PERSI. MA STATE SCHERZANDO???? E NON SI RITIENE NEMMENO DI DOVER CHIEDERE SCUSA?? CHI HA AVUTO HA AVUTO E CHI HA DATO HA DATO??)
Ho aspettato con pazienza il trascorrere delle varie vicende, dai commissari alle elezioni, dalle abusive chiusure dell’ufficio per riorganizzazione alle ridicole riaperture senza che sia cambiato nulla, ma dopo un anno dal suo insediamento non ha più senso aspettare, io ho il dovere civile di presentare regolare denuncia perché non voglio essere vostro complice, costi quello che deve costare.
Senza alcuna cordialità
Ing. Martino Di Benedetto
______________________________________________________________________________
Vedremo come si concluderà questa storia.

giovedì 11 marzo 2010

PARTORITO CON GRANDE SOFFERENZA IL PIANO CASA.

Finalmente anche la Sicilia ha il suo Piano Casa ma non credo che questo sconvolgerà nessuno.
Ne potranno approfittare in pochi.

- intanto il comune ha 40 giorni di tempo per indicare le aree dove vuole che la legge non si applichi;
- la soprintendenza non permetterà in ogni caso che i centri storici e le aree vincolate vengano deturpati dalle soprelevazioni ed ampliamenti;
- i fabbricati che hanno ottenuto la concessione in sanatoria sono esclusi;
- chi non è in regola con tasse di qualunque tipo sulla casa viene esluso dal beneficio;
- le residenze devono essere monofamiliari o bifamiliari;
- gli edifici non devono essere di volume superiore a 1000 metri cubi;
- fra le attività produttive possono approfittare solo le quelle di tipo industriale che ricadono nelle zone D.

Si deve considerare in oltre la difficoltà di fare verificare i calcoli statici con la nuova normativa sismica in caso di soprelevazione di fabbricato esistente che risulterà in ogni caso complicata e costosa.

Chi teme che ci saranno saccheggi può stare tranquillo, sono convinto che non esistano o siano pochissime le case monofamiliari o bifamiliare che non abbiano qualcosa di abusivo e che quindi possano usufruire della legge.

Per i dettagli: www.studiodibenedetto.net

martedì 9 marzo 2010

REVISIONE PIANO REGOLATORE

Bene, è stato istituito l'ufficio che gestirà la revisione del Piano Regolatore.
Per la prima volta nella storia di Castellammare si decide che il comune possiede al suo interno professionalità idonee alla gestione della revisione dei piani urbanistici e questa è una buona notizia sia per il riconoscimento delle abilità nostrane sia per il fatto non trascurabile che rispetto al costo di un libero professionista esterno spenderemo solo il 30%. Naturalmente si prevede l'utilizzo di consulenti esterni e questo è un costo, allo stato attuale, meno prevedibile e c'è solo da sperare che non si esageri nell'affidamento di incarichi di consulenza e che soprattutto venga tenuto conto del fatto che interverranno per rivedere un piano esistente e non per sconvolgerlo (insomma un lavoro molto più leggero di un piano fatto dal nulla).
Ci auguriamo quindi che l'ufficio sia parsimonioso e non si dia alle pazze spese.
Il nostro piano non ha bisogno di essere ricostruito ma solo modificato in certi aspetti chiaramente individuabili e in alcuni strafalcioni.
La necessità legale di rivedere il piano nasce comunque da un fatto di notevole rilenza sociale e precisamente la decadenza dei vincoli predestinati all'esproprio .
La legge protegge il cittadino dagli espropri selvaggi stabilendo che i beni possono essere espropriati entro 5 anni dalla dichiarazione di pubblica utilità che nel caso dei Piani Urbanistici coincide con l'approvazione del piano stesso.
In effetti i terreni sottoposti ad esproprio in questo comune, in molti casi, rimangono bloccati fin dall'approvazione del Piano Comprensoriale del 1975 senza che il comune si decida ad espropriarli o a liberarli dal vincolo.
Ora temo che si limiteranno a riconfermare i vincoli già scaduti mettendo in atto, ancora una volta, la legge del MENGA continuando nella illegalità e nell'ingiustizia sociale.
STAREMO A VEDERE

venerdì 5 marzo 2010

AMO QUESTA NAZIONE........ MA COME POSSO AMARE QUESTO STATO?

Come si può amare uno stato che considera poco più di vacche da mungere i propri cittadini?
I soprusi non si misurano soltanto dalla loro gravità economica ma principalmente dalla disonestà intelluttuale.

Solo due esempi, sembrano piccoli ma a me sembrano macigni per la loro arroganza e imbecillità:

1 - ogni volta che un giudice emette una sentenza l'ufficio delle entrate emette una intimazione di pagamento della cifra prevista ma non la indirizza solo alle parti a cui spetta pagare ma a tutte le parti in causa in solido si dice, cioè tutto a tutti. Naturalmente ognuno non sa se gli altri hanno già pagato, così nel timore di incorrere in sequestri e procedimenti giudiziari la pagano tutti e il porco stato si guarda bene dall'avvisare che il balzello risulta già pagato. Esiste un reato che si chiama arricchimento illecito ma naturalmente per il porco stato non vale.

2 - invece di pagare il bollo di proprietà dell'auto nel mese successivo alla scadenza, sbagli e lo paghi prima. (PAGANDO DAI TABACCHINI TRAMITE LOTTOMATICA SUCCEDE COSI') Il data base del porco stato sa che tu hai già pagato per quell'anno ma non ti dice niente e lo accetta sempre per l'anno precedente facendoti pure pagare more ed interessi di ritardato pagamento visto che è come se avessi pagato con un anno di ritardo.
Quando te ne accorgi vai all'Agenzia delle entrate e ti dicono (si signore, a noi risulta che il bollo della sua macchina è stato pagato due volte ma se vuole il rimborso ci deve mostrare la ricevuta, ma non solo quella del secondo pagamento ma pure quella dello scorso anno. Aah se quella vecchia non la trova allora non possiamo rimborsarla è ovvio!).

Siamo all'assurdo!! A cosa serve la ricevuta se nel loro archivio risulta un doppio pagamento? E ancora una volta il porco stato si macchia del reato di arricchimento illecito e il cittadino deve assistere impunemente a questo scempio dell'intelligenza umana.

So che di queste angherie ne succedono a migliaia ogni giorno e mi piacerebbe sentirne qualche altra da parte di qualcuno che vuolo gridare il suo disappunto per essere trattato come un deficiente senza diritti ma non solo dal porco stato ma anche dagli altri porcellini più piccoli.

CORAGGIO, FACCIAMO UN ELENCO DELLE ANGHERIE PICCOLE E GRANDI A CUI CI SOTTOPONGONO GIORNALMENTE.

Questo Post lo possiamo chiamare (IL RODODENTRO...) ditemi cosa vi rode dentro.

giovedì 4 marzo 2010

UN MILIARDO DI EURO!!!!

http://www.qds.it/index.php?id=3281

Su questo sito ho trovato un commento interessante su come rispiarmare UN MILIARDO DI EURO per la sola Sicilia.

mercoledì 17 febbraio 2010

CERTO SE NON ASCOLTATE UN INVITO COSI' DRETTO.....

ORA NON AVETE PIU' SCUSE, come vedete dall'intervento del sindaco sul suo Blog (che ho riportato sotto)non ci possono essere dubbi. Ha detto: (Forza usciamo allo scoperto e confrontiamo democraticamente le idee). Non mi venite a raccontare frottole, ora se non vi fate sentire meritate il TAPIRO D'ORO.

15 febbraio 2010 13.31
Marzio Bresciani ha detto...
Nessuno può impedire l’invio di un commento anonimo; caso mai non viene pubblicato. Ma, chiedo: come può essere pulito il gioco se è anonimo? A parte che ognuno dovrebbe avere il coraggio delle proprie idee; ma davvero pensiamo che sia possibile cambiare il paese con l’anonimato?

O forse crediamo di avere una amministrazione meschina, con predisposizione alla vendetta di carattere personale, invece che preoccuparsi del bene comune? Forza usciamo allo scoperto e confrontiamo democraticamente le idee, solo così faremo il bene di Castellammare. Marzio Bresciani.

lunedì 15 febbraio 2010

TUTTO RISOLTO A TEMPO DI RECORD!!!!!!!!!

Detto fatto, il problema è stato risolto.

E' un ulteriore segnale che il Sindaco fa sul serio.

Non si erano accorti della difficoltà delle procedure per postare un commento ma, avvisati, si sono subito attivati per eliminare il problema.

SPERO CHE ORA QUALCHE CITTADINO O TECNICO PIU' ILLUMINATO SI DEGNI DI DIRE LA SUA.

Mi raccomando, anche se la procedura è anonima sarebbe opportuno firmarsi o come minimo usare uno pseudonomo, così chi deve fare riferimento all'intervento di un altro può indicarlo in qualche modo, viceversa diventa un casotto.

AVANTI, DITE LA VOSTRA!!!!!!!

Potete anche fare i complimenti al Sindaco dicendo che è tutto OK, MA CACCHIO!!!! .................. PARLATE!!!!!!!!!!

domenica 14 febbraio 2010

FINALMENTE RISOLTO IL MISTERO.

Forse ho capito perchè non ci sono interventi di cittadini sul Blog del Sindaco.

Su quel Blog non è possibile utilizzare, come invece avviene in tutti gli altri, la modalità semplificata di accesso come -Anonimo- per cui i non esperti o quelli che non vogliono farsi un identificativo non possono intervenire con i commenti.

Non me ne ero accorto prima perchè io accedo con il mio profilo google e quindi mi era sfuggito il dettaglio.

Stò cercando di fare capire a chi gestisce il Blog del Sindaco che anche se la modalità di accesso è quella di -Anonimo-, niente impedisce allo scrivente meno esperto di firmarsi e nulla toglie alla discrezionalita del proprietario del Blog di censurare le idiozie o le offese personali.

Ci sarò riuscito?

Chi vivrà vedrà.

venerdì 5 febbraio 2010

COMUNICATO DEL DIFENSORE CIVICO

COMUNE DI CASTELLAMMARE DEL GOLFO
PROVINCIA DI TRAPANI
DIFENSORE CIVICO

COMUNICATO STAMPA


Oggetto: “Petizione popolare” per il mantenimento del programmato Centro Oncologico servizio di Radiodiagnostica e Radioterapia presso l’Ospedale S.Antonio Abate di Trapani.

Il Difensore Civico di Castellammare del Golfo, certo di interpretare la volontà dei concittadini, esprime piena condivisione dei motivi alla base della “Petizione” in oggetto, nonché solidarietà e sostegno alla stessa. Nella considerazione che la salute di ogni individuo è tutelata come Diritto fondamentale fra i diritti dell’uomo riconosciuti dall’ONU, ed è garantita altresì dalla Costituzione Italiana, il Difensore Civico invita i concittadini ad aderire massicciamente alla sottoscrizione della petizione di cui sopra e a dare la massima disponibilità a partecipare alla civile manifestazione che avrà luogo a Palermo, davanti all’Assessorato alla Sanità-Piazza Ottavio Ziino n.24-alle ore 10,00 e segg. del 10 Febbraio 2010. La sottoscrizione è in corso attualmente presso il palazzo Comunale di Castellammare del Golfo e nei giorni 4 e 6 Febbraio 2010, dalle ore 17,30 alle 20,00, presso l’apposito gazebo, di fronte l’Ospedale S.Antonio Abate di Trapani. Il Difensore Civico inoltre, rivolge un vivissimo, pressante appello a tutte le personalità politiche di questa Provincia, affinchè prestino, una volta tanto, il massimo interessamento per un diritto fondamentale dei cittadini della Provincia di Trapani molto spesso dimenticati dai loro rappresentanti democraticamente eletti. Un altro pressante appello viene rivolto ai responsabili della politica sanitaria in Sicilia affinchè venga istituito al più presto anche presso l’Ospedale civico di Trapani il programmato servizio oncologico di Radiodiagnostica e Radioterapia, senza l’alibi della necessità di risparmio per la spesa pubblica sanitaria e di stabilizzazione della stessa, nella consapevolezza che tali motivazioni vanno sostenute non a danno della salute dei cittadini, ma nel porre un concreto argine a tutte le note speculazioni che si verificano nella Sanità Pubblica.

Castellammare del Golfo, 4/02/2010

Il Difensore Civico
Dott. Leonardo Di Stefano