martedì 29 marzo 2011

ANCORA UN AUTOGOL DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE.

Ancora un colpo d’ascia sull’economia Castellammarese.

Esiste in Sicilia una disposizione di legge (art. 15 della L.R. n. 19/94) che ha consentito a chi voleva svolgere una attività commerciale in un edificio per il quale è stata regolarmente presentata l’istanza di condono edilizio, di ottenere un certificato provvisorio di agibilità che lo ha messo in condizione di esercitare l’attività.

La legge non si pronuncia sulla durata del certificato ma precisa che la sua validità cessa nel caso in cui la sanatoria non dovesse essere accettata.

Per me tanto basta per concludere che la validità è legata all’accoglimento della domanda di sanatoria e che è naturale che la conclusione positiva del procedimento trasformi il certificato provvisorio in definitivo.

L’amministrazione comunale, attraverso i suoi organi tecnici, in questo momento di totale crisi decide di gettare sul tavolo un ulteriore carico da undici punti che metterà in ginocchio l’economia del paese.

Senza un motivo apparente ad un tratto l’amministrazione si chiede se è giusto che la legge non abbia fissato una scadenza di questo certificato provvisorio di abitabilità e concludendo autonomamente che giusto non è ne fissa arbitrariamente uno a suo piacimento modificando di fatto una legge regionale (un anno dal rilascio). Si avete letto bene, non un anno da oggi ma dal rilascio e il 99% di questi certificati risulteranno già abbondantemente scaduti .

Tutti i commercianti che fino ad ora lavorano sulla base di tale certificato provvisorio hanno un termine perentorio di 90 giorni per mettersi in regola.

Mettersi in regola vuol dire definire prima la pratica di sanatoria senza la quale non può rilasciarsi un certificato di agibilità definitivo che può essere richiesto solo dopo (tempi biblici e problematiche spaventose).

Mi chiedo. Ma perché invece di fare questa turpe pensata l’amministrazione non si è attivava per far completare l’iter delle pratiche in sanatoria che interessavano edifici commerciali così che dopo avrebbe potuto ragionevolmente minacciare ritorsioni nei confronti di chi, nonostante tutto, non si fosse messo in regola con il certificato definitivo?

In difesa della mia categoria mi sento in dovere di recriminare sul contenuto della Circolare non solo per il suo contenuto pesantemente contrario all’economia ma anche perché afferma che non si ritiene legittimo che il certificato provvisorio venga rilasciato sulla scorta di una perizia giurata redatta da un tecnico abilitato attestante la conformità dell’immobile a tutte le prescrizioni previste per consentire il rilascio della concessione.

Non siamo ritenuti attendibili in una dichiarazione giurata?!!! Ma il certificato definitivo non può rilasciarsi se tale perizia non viene redatta e non è previsto alcun tipo di controllo sulle affermazioni del professionista; il certificato si rilascia sotto la completa responsabilità del professionista quindi non vedo perché si possa ritenere legittima per il certificato definitivo e non legittima per quello provvisorio.

Non riesco ad essere breve e il lettore si stanca. Devo fare un corso di sintesi.

martedì 8 marzo 2011

ADIOS POPOLO ................

Sono passati 25 mesi da quando questo Blog ha emanato il suo primo vagito e il suo unico scopo era una funzione di amplificazione della protesta contro un modo illegale di gestire l'ufficio tecnico da parte della nuova amministrazione.

Se non avessi fatto questa esperienza sarei rimasto con il dubbio che sarebbe bastato un primo
grido di protesta per sollevare un boato. Ora sono certo, non è così. Tutto va bene, nessuno pensa che ci siano problemi di dignità professionale, nessuno si sente umiliato nei suoi diritti di cittadino. Ne prendo atto e chiudo.

Se sta bene a voi figuratevi a me.

Ritorno ai miei interessi personali, al mio orticello che, contrariamente a quello che pensa qualche testa ... ........, continua a darmi buone soddisfazioni.

La delusione più forte non è stata non essere riuscito a creare un circolo virtuoso per far funzionare meglio la macchina burocratica ma quello di accorgermi che questo popolino è capace solo di produrre insulti rigorosamente anonimi e gratuiti.

La palma del commento più cretino, immaturo e coglione del blog è sicuramente -SUCATI UN PRUNU - Lo trovo veramente la summa più alta di cultura che questo popolo del web ha saputo dimostrare.
Naturalmente continuero a scrivere delle cose che mi vengono in mente, ma non intraprendero più battaglie.

venerdì 4 marzo 2011

Non ti indignare, stai buono, continua a coltivare il tuo orticello. Fidati di loro, sono brave persone, ti vogliono bene.


Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese.

Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.


STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE

STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese



INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
TUTTI ESENTASSE
+

TELEFONO CELLULARE gratis

TESSERA DEL CINEMA gratis

TESSERA TEATRO gratis

TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis

FRANCOBOLLI gratis

VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis

PISCINE E PALESTRE gratis

FS gratis

AEREO DI STATO gratis

AMBASCIATE gratis

CLINICHE gratis

ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis

ASSICURAZIONE MORTE gratis

AUTO BLU CON AUTISTA gratis

RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (41 anni per il pubblico impiego !!!)

Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)


La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

sabato 8 gennaio 2011

MI E' CADUTO UN MITO, ANZI UNA MITA.

Ci sono rimasto veramente male.

Avevo creato, nella mia mente, l’immagine di una persona senza mai averla sentita parlare.

Avevo associato a quell’immagine femminile così ordinata, snella, bionda riccioluta, silenziosa e continentale un carattere mite, educato, sensibile, quello che si può definire una bella persona.

Noi abbiamo sempre avuto un senso di complesso di inferiorita nei confronti dei continentali del nord, pensiamo che abbiano una mente più aperta, una cultura più profonda, una educazione più raffinata. Personalmente mi sono emancipato da quando è nata la Lega Nord, non riesco più a considerare migliori persone che convivono con i leghisti (ma questa è un'altra storia).

Non vi dirò chi è perché non avendo testimoni non posso rischiare una denuncia ma vi giuro che non ci metto niente di mio. Quella persona si riconoscerà nelle mie parole e forse (ma non ci spero) si vergognerà un pochino e magari si vergognerà un pochino (ma un pochino di più) anche il nordico marito.

Andiamo al fatto.

Il 5 gennaio ho partecipato ad una gita parrocchiale, mi piace l’atmosfera familiare che si respira in queste occasioni di socializzazione. Siamo andati a S. Giovanni Gemini e a Cammarata a vedere presepi.

Non appena salito in autobus ho subito notato la presenza di quella personcina bionda e mi sono meravigliato che fosse da sola, ma mi sarei meravigliato ancora di più se fosse stata accompagnata dall’importante marito.

Dopo la visita ai 700 presepi nella cripta di una chiesa di San Giovanni Gemini ci apprestavamo a risalire sull’autobus per spostarci in altro sito e, forse inavvertitamente, uno dei partecipanti ha fatto cadere a terra un tovagliolino, UNO, solo uno e forse non se ne è nemmeno accorto.

Mi trovavo a circa un metro dalla signora in oggetto, stava parlando al telefonino con un familiare per accertarsi che qualcuno andasse a prenderla al ritorno dalla gita e ad un tratto si è soffermata a descrivere l’episodio del fazzolettino con queste parole: “ …. gettano i fazzolettini per terra, …… sono Castellammaresi!”.

Ad un tratto un fazzolettino era diventato “i fazzolettini” e i Castellammaresi gente da cui attendersi comportamenti da incivili.

Io penso, cara signora e gentile marito, che se i Castellammaresi fossero incivili, già da qualche tempo avrebbero cacciato lei e suo marito da questo martoriato paese. No cara signora. I Castellammaresi sono solo un popolo senza nervo abituato alle dominazioni straniere.

Mi dispiace per chi non ha capito, ma non è che ci voglia necessariamente un cervello da premio Nobel per arrivarci.

domenica 26 dicembre 2010

MA COME SI FA A PRENDERE CERTE CANTONATE!!! - VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!

Mi proponevo di non scendere in dettagli tecnici ma non posso farne a meno.

Dovendo lavorare per portare qualcosa di caldo in tavola non sempre si riesce a informarsi direttamente delle cose che accadono e spesso ci si appoggia su chi dovrebbe invece per mestiere e compiti specifici fare questo lavoro certosino e informare gli altri.

Ho letto l’avviso che il comune di Castellammare ha emanato, per iniziativa dell’Assessore all'urbanistica, in materia di approvazione del Piano Paesistico, di cui riporto uno stralcio:

“«Il piano pubblicato disciplina l’intero territorio comunale –spiega l’assessore all’Urbanistica, Marilena Barbara- sia le zone già sottoposte a vincolo della Soprintendenza, che le aree fino ad oggi escluse, stabilendo criteri che ne vincolano l’attività edilizia, indipendentemente dalla destinazione urbanistica attribuita dal piano regolatore generale. ……….”

Sono rimasto sconcertato e irratissimo per il fatto che i nostri Amministratori si fossero fatti buggerare in un modo così tragico senza reagire, a caldo ho scritto il precedente articolo ma poi, calmandomi e prima di accettare tale interpretazione, ho deciso di leggere attentamente i contenuti del Decreto con risultati STRABILIANTI.

In tale Decreto non esiste nessuna imposizione (se non dei semplici, sia pur pericolosi indirizzi programmatici e pianificatori) sulle zone che non erano gravate dal vincolo della Soprintendenza.

Tale affermazione non deriva da alcuna particolare masturbazione mentale del sottoscritto, ma solo dalla lettura dell’art. 3 (efficacia) delle Norme di attuazione del Piano Paesistico così come modificato dal Decreto di approvazione del 20 settembre 2010.

La cosa strana è che il comune di Castellammare del Golfo aveva presentato questa opposizione lamentandone la consequenziale confusione nell’applicabilità dell’art. 4 dello stesso regolamento, ma poi non si è curato di accertarsi che tale opposizione aveva trovato accoglimento e che quindi il decreto di approvazione aveva rimodulato l’art. 3 ridando al comma 2 dello stesso il significato che doveva avere fin dal principio.

In poche parole, il comma 2 dell’art. 3 del Regolamento di Attuazione del Piano Paesistico di Ambito 1 recita (riporto in rosso le parti aggiunte o sostituite):

“ Gli indirizzi programmatici e pianificatori hanno valore di conoscenza e di orientamento per la pianificazione provinciale e locale; le direttive e prescrizioni dovranno essere assunti come riferimento prioritario per la pianificazione provinciale e locale che dovrà adeguarsi alle previsioni del Piano Paesistico, apportando agli strumenti urbanistici le modifiche necessarie per renderli coerenti e rispondenti al P.T.P., entro 18 mesi dalla data di pubblicazione sulla G.U.R.S. del decreto di approvazione del presente Piano, ai sensi dell’art. 145, comma 4, del codice.”

Naturalmente per capire il significato del comma bisogna avere prima acquisito in significato di:
- Indirizzi programmatici e pianificatori
- direttive
- prescrizioni
dettagliatamente definiti nel primo comma dello stesso art. 3 che riporto:


Art. 3 - (Efficacia)

1. Il piano articola la normativa in indirizzi programmatici,direttive e prescrizioni:

indirizzi programmatici e pianificatori, definiscono gli indirizzinecessari per assicurare il onseguimento degli obiettivi di tutela e valorizzazione del paesaggio e dei beni culturali ed ambientali e della loro corretta fruizione; interessano paesaggi meritevoli di tutela ma non vincolati; costituiscono una precisa indicazione per le politiche dell’Assessorato regionale per i beni culturali e ambientali.
Hanno valore di conoscenza e di orientamento per la programmazione economica, per la pianificazione territoriale provinciale e per la pianificazione urbanistica comunale;

direttive, riguardano paesaggi sottoposti a vincolo ai sensi e per gli effetti degli artt. 136 e 142 del codice; hanno una ricaduta cogente sulle politiche territoriali e sugli strumenti urbanistici e costituiscono variante agli stessi. Hanno effetti diretti sulla pianificazione provinciale e locale, generale e settoriale, sui progetti, piani o programmi sottoposti ad approvazione dell’Amministrazione per i beni culturali e ambientali. La coerenza con tali direttive e l’osservanza delle prescrizioni costituiscono condizioni necessarie per il successivo rilascio delle approvazioni o nulla osta previsti dalla legge, sia tramite procedure ordinarie che nell’ambito di procedure speciali (conferenze di servizi, accordi di programma e simili);

prescrizioni, costituiscono norme vincolanti per quegli elementi o categorie di beni ricadenti in aree vincolate ai sensi degli artt. 136 e 142 del codice e individuati nelle tavole di analisi in base
alle loro caratteristiche distintive e nella tav. 2 di piano (Componenti del paesaggio).

MA COME SI FA A PRENDERE CERTE CANTONATE !!!!!!!!!!!!!!

L’ART. 2 del Decreto afferma che :

...... il territorio dell’ambito 1 è sottoposto a normativa d’uso e di valorizzazione ambientale, ....

Certo!!

Ma precisa pure secondo le disposizioni di detto Piano.

MA IN CHE MANI SIAMO ??????

MA CHE POPOLO SIAMO ?????

MA CHE SINDACO ABBIAMO ?????????

giovedì 23 dicembre 2010

IL MIO PIU' VIVO CORDOGLIO PER LA DEFINITIVA MORTE DELL'ECONOMIA CASTELLAMMARESE.

Con la pessima gestione dell'iter del "Piano Paesaggistico dell'ambito 1" abbiamo accettato l'imposizione della pietra tombale sulla nostra già misera economia.
La confusione regna sovrana fra tecnici privati, pubblici e aministratori. Sappiamo dire cosa si doveva fare solo dopo che le cose sono accadute e non possono più essere riparate.

Non mi va di scendere nei dettagli tecnici anche perché annoiano il lettore, ma cominciate a piangere ormai il malato è praticamente morto sotto l'ultima staffilata insensata.

Non vi fate ingannare dall'altisonanza dell'aggettivo "Paesaggistico" è solo un contenitore di caz.....te che vogliono celare l'incapacità progettuale delle varie dirigenze chiamate ad attuare misure calate dall'alto senza che nessuno gli chiarisca i contenuti tangibili. Si fa filosofia allo stato puro nell'incuranza generale. Si continuano ad imporre vincoli alla proprietà privata e alla libertà di ciascuno senza che la collettività ne riceva un vantaggio misurabile.

(Democrazia è sacrificio dei diritti del singolo per il bene della collettività)

Qualcuno (che non voglia fare pura demagogia) vuole provare a dare un senso a questa valanga di vincoli su vincoli. Si dica chiaramente che nessuno deve più posare un mattone e risparmieremo un sacco di stipendi di burocrati ormai ridotti esclusivamente a vietare le cose che non sono state già vietate dalla enorme mole di normativa conflittuale, ripetitiva e in contradizione.

Cosa racconteremo ai nostri nipoti? C'era una volta un sindaco cattivo? No ci vuole ben altro che un sindaco cattivo per ottenere un risultato così dirompente.


MDB

giovedì 21 ottobre 2010

POPOLO SOVRAAANOOOOO!!!!!!!

Oggi ho accompagnato i miei alunni al cinema nell'ambito del progetto didattico trasversale Cittadinanza e Costituzione
E' stato proiettato il film-documentario Niente Paura con il cantante Luciano Ligabue. Un film che qualche riflessione la offre, tanto che mi è venuta la voglia di rileggermi la Costituzione Italiana e riflettere sul fatto che la prima legge dello stato è ormai ridotta alla prima grande bugia dello stato Italiano.

La Costituzione della Repubblica italiana è la legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano. Fu approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947. Fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948.

Art. 1.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


Poche parole ma di una chiarezza impressionente. Oggi le leggi producono fiume di parole che dicono tutto e il contrario di tutto e servono a gettare fumo negli occhi.

Cioè l'Italia deve essere fondata sul lavoro di ciascuno secondo la propria capacità non in funzione dei favoritismi, delle amicizie e del malaffare. Tutti i cittadini dovrebbero avere le stesse opportunità ed è chiaro che ciascuno produrrà in funzione di quanto vale. Eguaglianza non vuol dire tutto a tutti ma stesse opportunità per tutti.

Ma la cosa veramente dimenticata e non esercitata da tutti è la seconda frase. La sovranità appartiene al popolo. Ma quando ci è consentito di esercitarla? Se il cittadino può sceglersi un candidato da votare solo in una rosa di nomi proposti da chi detiene il potere politico (sia di maggioranza che di opposizione), dove sta la mia Sovranità?
Pensateci. Siamo sovrani di cosa? Le deleghe non possono essere in bianco, acritiche, approsimative, irrevocabili.

Personalmente mi viene da esclamare:
- POPOLO SOVRAAANOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!! (quello che viene dopo lo lascio alla vostra immaginazione).

mercoledì 20 ottobre 2010

MA CHE BIRICHINI!!!! - 498 Pagliacci in parlamento.


Il deputato Borghesi, eroe per caso Voleva che i parlamentari fossero uguali ai cittadini Ignorato dalla Camera e dalla stampa

Il 21 settembre 2010 il deputato Antonio Borghesi dell'Italia dei Valori ha proposto l'abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione. Indovinate un po' come è andata a finire...

Presenti525
Votanti 520
Astenuti 5
Maggioranza 261

Hanno votato sì 22
Hannovotato no 498).

Si sa, l'Italia spesso va così. Si parla tanto di tagli ai costi della politica ma appena i deputati si vedono sottrarre soldi dalle proprie tasche i valori e gli ideali vanno a farsi benedire.

Ecco un estratto del discorso presentato alla Camera:

- Penso che nessun cittadino e nessun lavoratore al di fuori di qui possa accettare l’idea che gli si chieda, per poter percepire un vitalizio o una pensione, di versare contributi per quarant’anni, quando qui dentro sono sufficienti cinque anni per percepire un vitalizio. È una distanza tra il Paese reale e questa istituzione che deve essere ridotta ed evitata. Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno - ce ne sono tre - e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità. Credo che questo sia un tema al quale bisogna porre rimedio e la nostra proposta, che stava in quel progetto di legge e che sta in questo ordine del giorno, è che si provveda alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati, chiedendo invece di versare i contributi che a noi sono stati trattenuti all’ente di previdenza, se il deputato svolgeva precedentemente un lavoro, oppure al fondo che l’ INPS ha creato con gestione a tassazione separata. Ciò permetterebbe ad ognuno di cumulare quei versamenti con gli altri nell’arco della sua vita e, secondo i criteri normali di ogni cittadino e di ogni lavoratore, percepirebbe poi una pensione conseguente ai versamenti realizzati. Proprio la Corte costituzionale, con la sentenza richiamata dai colleghi questori, ha permesso invece di dire che non si tratta di una pensione, che non esistono dunque diritti quesiti e che, con una semplice delibera dell’Ufficio di Presidenza, si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.

venerdì 17 settembre 2010

LA MIA PROTESTA DI CITTADINO.

In aggiunta alle azioni ufficiali di opposizione già presentate all'amministrazione, ho voluto rivolgermi direttamente al sindaco come semplice cittadino inserendo un commento sul suo blog nella pagina Comunicato stampa del 3 agosto 2010 .
La riporto di seguito per chi non frequenta quelle zone.

.............................

Signor Sindaco
In questo mio intervento non voglio citare articoli e commi, voglio spogliarmi della mia veste di libero professionista e rivolgermi a lei da ipotetico cittadino qualsiasi, le opposizioni legali le ho fatte in opportuna sede.
Perché vuole espropriarmi di diritti acquisiti per legge in tanti anni? Non permetta che al danno venga aggiunta la beffa.
Prima potevo organizzarmi la vita in modo più consono alle mie condizioni economiche, potevo decidere che era tempo di pensare a costruirmi una casa e quindi di rivolgermi ad un professionista per predisporre il progetto, sapevo che ci voleva del tempo fra Comune, Soprintendenza, Genio Civile ma questo faceva parte del mio programma; pagando il progettista, il geologo, il Calcolista e gli oneri concessori non è che rimaneva tanto per cominciare a costruire anche perché se ritiravo la concessione avevo solo un anno per cominciare e poi tre anni per completare le opere. Si, al Nord è normale ma da noi no. Da noi, da sempre, una casa si è costruita in tempi notevolmente più lunghi. Ma la legge non mi impediva di aspettare il tempo che mi faceva comodo per ritirare la concessione edilizia d'altronde non facevo danno a nessuno, tanto meno all’amministrazione, e al massimo rischiavo di dover ripetere l’esame della C.C.E. se nel frattempo fosse cambiata qualche norma.
Quel lasso di tempo era un polmone importante.
Lo so, non tutti vogliono allungare i tempi, ci sono quelli che hanno soldi e fretta e allora il buon governo regionale nel lontano 1994 decideva di dare una opportunità (non un obbligo) al cittadino che aveva fretta dandogli la possibilità di avvalersi del silenzio assenso; in pratica, solo nel caso in cui avesse deciso di avvalersene presentava la sua bella perizia giurata, il pagamento degli oneri concessori ed andava a costruire sotto la sua responsabilità.
Appunto, sotto la sua totale responsabilità e si sa per costruire in questo comune bisogna saper leggere le leggi nazionali, intersecate con quelle regionali, intercalate con i regolamenti locali e le norme di attuazione, farcite da centinaia di circolari, pareri DRU e sentenze di TAR e Cassazione. E allora qualche timore di dover demolire tutto dopo aver finito può venire e quindi rifletto : - perché devo avvalermi del silenzio assenso? Io voglio la sicurezza che tutti siano convinti del mio progetto, voglio una concessione rilasciata dall’amministrazione competente, aspetterò un tempo maggiore ma vado a costruire in serenità.-
Ad un tratto mi sento dire che la mia pratica è stata archiviata perché io non ho cominciato i lavori entro un anno dai 120 giorni dalla presentazione. Prima mi dite di pazientare, di essere comprensivo e poi mi si viene a dire che la mia pratica è troppo vecchia e viene archiviata senza nemmeno guardarla e con l’assurda motivazione che SI PRESUME CHE DOPO TANTO TEMPO IL CITTADINO ABBIA PERSO L’INTERESSE ALLA PRATICA!!!!
Si resta basiti di fronte a tanta mancanza di rispetto per un popolo che sperava di aver trovato il condottiero coraggioso, inflessibile e giusto per riappropriarsi della propria città e dei diritti civili.
Eppure questa possibilità mi viene ora negata. Da questo momento la stragrande maggioranza delle concessioni edilizie, in base alle disposizione emanate con la Determinazione U.T. n. 1354 e vista la solita carenza di personale, saranno rilasciate tutte con il silenzio assenso e a questo punto, in base al ragionamento riportato nella determina sopra citata, ci sarebbe un fantomatico obbligo di cominciare entro l’anno a pena di decadenza del titolo. Mi viene di fatto espropriato il diritto che avevo fino a ieri di aspettare un congruo lasso di tempo per ritirare la concessione. Nessuna norma obbliga il ritiro immediato, anzi prevede questo caso dando la precisa e scontata indicazione che nelle more del ritiro un eventuale cambiamento di norme rende necessario il riesame da parte del C.C.E.
Vedrà se non sarà così.
Io non riesco a capire perché ha voluto fare il Sindaco. Detesta i cittadini che per lei sono tutti mafiosi o collusi, non attua la trasparenza tanto sbandierata durante i comizi, non si occupa della ordinaria ingiustizia assumendo atteggiamenti da Duce con la scusa che siamo in emergenza e quindi vanno prese decisioni impopolari. Ma ha mai considerato che l’unico fine dell’amministrazione è il benessere e la protezione dei cittadini? Non ci vuole solo repressione ma questa deve essere finalizzata esclusivamente ad un ritorno di benessere sociale che continuiamo ad aspettare mentre ci sentiamo repressi e siamo prevaricati da una burocrazia che non riesce nemmeno ad amministrare se stessa.

lunedì 6 settembre 2010

LA MIA SECONDA OPPOSIZIONE ALLA DETERMINA U.T. n. 1354

Pubblico la mia seconda opposizione nella speranza che qualche collega, convinto dalle argomentazioni esposte, si decida a scendere in campo presentando la sua opposizioni in difesa dei propri clienti che stanno per essere fortemente ed illegalmente danneggiati da una decisione ingiusta ed illegale perchè ritengo che lo debbano ai propri clienti ma più ancora alla loro serietà di tecnici liberi professionisti.

La cosa veramente abberrante è che da questo momento in poi l'unico modo per avere una concessione edilizia sarà quello del silenzio assenso con l'obbligo di cominciare entro un anno e finire entro i successivi tre anni.

Il cittadino viene espropriato del suo diritto di decidere se avvalersi oppure no di questa prerogativa e non potrà più godere del beneficio di attendere a suo piacimento il momento di ritirare la concessione edilizia. Ora l'amministrazione si vuole arrogare il diritto di imporre al cittadino, senza nessun riferimento normativo, tempi di ritiro della concessione quando la legge invece gli da la possibilità di decidere della propria vita in modo più sereno ed organizzato.

Da questo momento dopo i 120 giorni passerà un anno e poi tutto cadrà nella monnezza.

Ma per quale motivo? Quale danno provoca il cittadino all'amministrazione se ha bisogno di un poco di tempo per risanare le sue economie? Quale vantaggio ricava l'amministrazione a far decadere le concessioni edilizie che il cittadino non ha chiesto di avere rilasciate?

La Democrazia prevede che venga sacrificato l'interesse del singolo quando è prevalente quello pubblico, ma io non vedo quale sia l'interesse pubblico nel dichiarare decadute le concessioni.

La legge impone soltanto al cittadino di cominciare entro l'anno dal rilascio della concessione ma prima può aspettare quanto vuole.

E QUESTO E' UN GRANDISSIMO VANTAGGIO CHE NESSUNO PUO' TOGLIERGLI.

MI RACCOMANDO CONSIGLIERI COMUNALI TUTTI, CONTINUATE A NON ESISTERE, NON FATE RUMORE ..... no gridate,.. che il bimbo dorme! (no grites que los ninos duermen)

RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE!!!

Riporto il testo della mia seconda opposizione.

...................................................
Di Benedetto Martino – via Selinunte n. 20 – 91014 – Castellammare del Golfo (TP).
AL SIGN. SINDACO DEL COMUNE DI CASTELLAMMARE DEL GOLFO

Oggetto: Opposizione alla Determinazione del Responsabile del IV settore – Reg. Gen. N. 1354 del 26/08/2010.

Il sottoscritto Ing. Di Benedetto Martino, nato a Castellammare del Golfo il 28/10/53 ed ivi residente, con studio in via Selinunte n. 20, nella qualità di libero professionista operante in questo comune e in difesa degli interessi dei propri clienti, facendo seguito alla opposizione già presentata in data 3 sett. 2010 tramite PEC, integra la sopra detta opposizione alla Determinazione in oggetto per i seguenti motivi:

1- A pag. 1 della Determinazione in oggetto si afferma:

Considerato che il decorso del termine di 120 giorni dalla presentazione dell’istanza o dalla data di integrazione della documentazione eventualmente richiesta, senza che il Comune abbia provveduto a concludere il procedimento con il rilascio o il diniego di concessione edilizia, comporta la formazione della concessione edilizia assentita per silenzio assenso;

In merito si ritiene che il silenzio assenso non si sia mai formato e quindi non possa essere considerato decorso il termine annuale per l’inizio dei lavori per i seguenti motivi:

- il decorso del termine di 120 giorni, a norma del comma 5 dell’art. 2 della L.R. n. 17/94 deve essere dimostrato perentoriamente dal richiedente con le modalità di cui al comma 2 dello stesso articolo in quanto tale attestato è l’unico documento valido, nei confronti di terzi, per affermare il sicuro decorso del termine, il contenuto documentale, il numero di protocollo, l’oggetto della pratica edilizia e quant’altro possa identificare in modo certo la pratica stessa.
Ne consegue che le pratiche giacenti presso l’U.T. non possono essere considerate decadute, oltre che per i motivi contestati con la precedente opposizione, anche per il fatto che i richiedenti non sono mai venuto in possesso della “Certificazione di ricevimento” che gli avrebbe permesso di potere eventualmente godere del silenzio assenso.

I due commi in questione recitano:

2. L' ufficio comunale competente, all' atto della presentazione
della domanda di concessione edilizia, rilascia
una certificazione di ricevimento, comunicando
all' interessato il nome del responsabile del procedimento
.

5. La domanda di concessione edilizia si intende
accolta qualora entro centoventi giorni dal ricevimento
dell' istanza, attestato con le modalità di cui al comma
2, non venga comunicato all' interessato il provvedimento
motivato di diniego.
Rimanendo in attesa di vostro cortese riscontro
.

Castellammare del Golfo 06/09/2010
Distinti saluti
Ing. Martino Di Benedetto

venerdì 3 settembre 2010

LA MIA OPPOSIZIONE ALLA DETERMINAZIONE N. 1354 DEL RESPONSABILE U.T.

FACENDO SEGUITO AL MIO INTERVENTO PRECEDENTE

La mia nota di opposizione alla Determinazione 1354 l'ho spedita tramite PEC (Posta elettronica certificata. Quella del Ministro Brunetta vah!) voglio vedere se il nostro comune è tecnologicamente avanzato.

Brunetta dice che vale come una Raccomandata con ricevuta di ritorno a gratis!

Questo il testo della mia opposizione, per i non addetti ai lavori è palloso ma per quelli dell'ambiente potrebbe essere motivo di riflessione.

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Di Benedetto Martino – via Selinunte n. 20 – 91014 – Castellammare del Golfo (TP).
AL SIGN. SINDACO DEL COMUNE DI CASTELLAMMARE DEL GOLFO


Oggetto: Opposizione alla Determinazione del Responsabile del IV settore – Reg. Gen. N. 1354 del 26/08/2010.


Il sottoscritto Ing. Di Benedetto Martino, nato a Castellammare del Golfo il 28/10/53 ed ivi residente, con studio in via Selinunte n. 20, nella qualità di libero professionista operante in questo comune e in difesa degli interessi dei propri clienti presenta opposizione alla Determinazione in oggetto per i seguenti motivi:


1- A pag. 1 della Determinazione in oggetto si afferma:

-Considerato che il decorso del termine di 120 giorni dalla presentazione dell’istanza o dalla data di integrazione della documentazione eventualmente richiesta, senza che il Comune abbia provveduto a concludere il procedimento con il rilascio o il diniego di concessione edilizia, comporta la formazione della concessione edilizia assentita per silenzio assenso;


In merito si ritiene:
- che il decorso del termine di 120 giorni, a norma del comma 5 dell’art. 2 della L.R. n. 17/94 non comporta la formazione della concessione edilizia assentita per silenzio assenso ma solo l’accoglimento della domanda ; per formarsi la Concessione Edilizia assentita occorre che il richiedente si attivi per dichiarare esplicitamente di volersi avvalere del silenzio assenso presentando la perizia di cui al comma 7 della stessa legge senza la quale il procedimento per considerare la concessione rilasciata non si perfeziona e quindi in mancanza di tale produzione documentale esiste solo un parere favorevole per silenzio assenso ma non una concessione edilizia che farebbe decorrere l’anno che determina la decadenza della stessa in mancanza della dichiarazione di apertura dei lavori. La posizione del richiedente, al decorso dei 120 giorni, sarebbe quella equiparabile a chi ha ricevuto comunicazione di parere favorevole della C.C.E. e non esiste alcuna norma che stabilisca un periodo di tempo entro il quale il richiedente debba attivarsi per il ritiro della concessione essendo questi sottoposto alla sola condizione che nel caso di variazioni normative che interessino il progetto esso debba essere nuovamente sottoposto al parere della C.C.E.

Il comma 6 della LR 17/94 recita:
“6. Il titolare della concessione edilizia assentita con le modalità di cui al comma 5 può iniziare i lavori dandone comunicazione al sindaco, previo versamento al Comune degli oneri concessori, calcolati in via provvisoria in base alla perizia di cui al comma 7, e salvo conguaglio,
sulla base delle determinazioni degli uffici comunali.”
Se ne deduce che il richiedente può e non deve iniziare i lavori e che il mancato perfezionamento della procedura prevista dal più volte citato art. 2 comporta che non si possa considerare rilasciata la concessione assentita per silenzio assenso e quindi non si possa invocarne la sua decadenza col decorso dell’anno di inattività in quanto essa non è mai nata.

2- Sempre a pag. 1 della Determinazione in oggetto si afferma:
Accertato che, a fronte di un considerevole numero di pratiche esaminate con esito favorevole sia dalla Commissione Edilizia che dall'ufficio negli anni dal 2004 al 2009, solo il 56% delle istanze sono state definite con il rilascio della concessione edilizia, a riprova del sopravvenuto disinteresse da parte dei richiedenti i quali, dopo avere attivato il procedimento di rilascio di un titolo abilitativo oneroso, non hanno ritenuto di perfezionare le pratiche attraverso la produzione dei documenti ed il pagamento degli oneri richiesti, per sopravvenute ragioni (personali, economiche, ecc.) che hanno determinato, di fatto, una “momentanea” archiviazione della pratica per un periodo anche molto lungo;

Si ritiene che:
L’accertamento può riguardare il dato oggettivo della percentuale di pareri positivi da parte della C.C.E. rispetto alle concessioni rilasciate ma non è assolutamente automatico che questo derivi da “sopravvenuto disinteresse”, ma visto le difficoltà dell’ufficio potrebbe anche derivare da procedure non attivate dallo stesso nonostante ripetuti solleciti da parte dei richiedenti e dei loro tecnici, oppure deriva dal fatto precedentemente accennato che non esiste una normativa che obblighi il cittadino a ritirare la concessione entro un lasso di tempo prestabilito. Preciso che il sottoscritto per tutte le pratiche che lo riguardano ha sempre ripetutamente richiesto il rilascio del titolo abilitativo senza ottenere risultati. Ritengo che il ” sopravvenuto disinteresse” debba essere dimostrato per ciascuna pratica anche mediante il silenzio dei richiedenti in risposta ad un avviso pubblico in quanto il cittadino ha speso somme rilevanti per presentare l’istanza.


3- a pag. 2 della Determinazione in oggetto si afferma:
Considerato che una iniziativa in tal senso può ragionevolmente incontrare il favore sia dei tecnici che dei cittadini i quali si troverebbero nelle condizioni di ricevere dall’Amministrazione la garanzia di ottenere il provvedimento esplicito entro 120 giorni dalla presentazione della nuova istanza, fermo restando ovviamente che il progetto, presentato contestualmente all’istanza, sia completo di tutta la documentazione obbligatoria prevista dal vigente regolamento edilizio oltre che, ovviamente, conforme al vigente PRG;


L’affermazione mi sembra gratuita in quanto sembra del tutto evidente, dal tenore del documento, che l’ufficio urbanistico si stia organizzando per concludere i procedimenti solo per silenzio assenso ed eventualmente per i dinieghi diminuendo drasticamente la mole di lavoro e caricando tutte le responsabilità sulle spalle del tecnico libero professionista. Tale tattica può anche essere condivisa con le opportune precisazioni ma allora rimane tempo per un doppio canale che permetta, sia pure lentamente, a chi onestamente aspetta da quattro anni di vedere concluso il suo procedimento o attraverso una eventuale necessaria integrazione documentale o attraverso la procedura del silenzio assenso senza preclusioni di date che non trovano alcuna giustificazione se non nel volere cancellare un pregresso di cui il cittadino non ha colpa alcuna. L’archiviazione troverebbe un significato solo per motivi oggettivi e specifici per ciascuna pratica. Non si vede perché ci debba essere un trattamento diverso fra cittadini che presentano la pratica oggi e quelli che l’hanno presentata quattro anni fa. Oltre il danno la beffa.


In ogni caso il parere del DRU con nota prot. N. 65407 del 14 nov. 2001 sottolinea:
-Riguardo all’ultimo quesito posto si evidenzia che, anche nel caso di decadenza della concessione edilizia – tacitamente assentita - per mancata comunicazione dell’inizio dei lavori entro un anno decorrente dal 120° giorno dalla presentazione della domanda, debba provvedersi con apposito provvedimento amministrativo, da precedersi però con la comunicazione all’interessato (ai sensi della legge regionale n. 10/91) dell’avvio del relativo procedimento.-


Non si può quindi fare un provvedimento generalizzato e avulso dal contenuto e dall’iter della pratica presentata ma deve essere motivatamente riferito a ciascuna pratica con la sua storia burocratica.


4- In merito alle altre considerazione relative al nuovo quadro normativo, si legge:
RILEVATO, pertanto, che alla data odierna risulta sostanzialmente mutato il quadro di riferimento normativo e procedimentale che disciplina l’attività edilizia nell’ambito del territorio comunale a partire dalle Norme Tecniche di Attuazione del PRG;


Il sottoscritto ritiene che la variazione del quadro normativo e procedimentale non può essere valutata in modo generalizzato ma con riferimento alla storia di ciascuna pratica. Esistono richieste che non sono interessate da alcuna variazione sostanziale che non possa essere sanata con una integrazione. L’eventuale archiviazione non può prescindere dalla storia della pratica stessa e dei diritti personali del richiedente.

Per i sopra esposti motivi il sottoscritto chiede che vengano rivisti i termini di archiviazione delle pratiche pregresse di cui ai punti 1, 2 e 3 della Determinazione n. 1354 del del 26/08/2010 che non possono essere legati alla data dell’1/4/09 indipendentemente dalla storia dei ripetuti solleciti rimasti senza riscontro da parte dell’ufficio.


Si manifesta stupore per come l’amministrazione stia tentando arrogantemente di utilizzare una norma che nasce a difesa dei diritti del cittadino in un cavillo, non senza grosse forzature, per danneggiarlo.

Si esprime preoccupazione nell’osservare in quale considerazione questa amministrazione tiene il cittadino vedendo in lui la controparte e non la persona che lo ha delegato e pagato per rendergli la vita più facile e garantire una legalità che in questa città non ha più domicilio.
Rimanendo in attesa di vostro cortese riscontro.
Castellammare del Golfo 03/09/2010
Distinti saluti
Ing. Martino Di Benedetto

COSA DA NON CREDERCI!!!!

Finalmente il comune ha deciso di applicare la normativa e le procedure che ormai da tempo immemorabile chiedo che siano applicate e precisamente il rilascio della certificazione di presentazione di pratica edile ed il rispetto dei termini di formazione del silenzio assenso (Attenzione la norma è del 1994 cioè di 16 anni or sono. Meglio tardi che mai).

Allora direte ma dove stà l'incredibile? Ora vengo e mi spiego.

La norma sul silenzio assenso nasce come ripiego in considerazione dei lunghissimi periodi di istruttoria da parte degli uffici tecnici dei comuni. Il governo regionale per venire incontro al cittadino fissa dei termini perentori trascorsi i quali il cittadino, se vuole, effettua degli adempimenti indispensabili previsti dalla stessa legge e va a costruire a suo rischio e pericolo nel caso ci fossero delle imprecisioni o errori interpretativi della norma (Se vogliamo è un procedimento molto pericoloso per la giungla di normative non sempre chiare e al volte contraddittorie) ma in ogni caso se il cittadino e il suo tecnico se la sentono possono avvalersi dell'agevolazione.

Il perno della questione sta proprio nel fatto che questa è una agevolazione di cui il cittadino poteva avvalersi oppure no.

Cosa fa l'amministrazione? Rende obbligatorio il procedimento del silenzio assenso e rlancia con una porcheria da manuale del Menga per buttare nel cestino tutte le pratiche presentate negli anni passati e rimaste ancora inevase non per colpa del cittadino che ha comunque speso bei soldini per la presentazione della stessa.

Ecco il colpo da maestro: le pratiche presentate in passato dopo i 120 giorni previsti dalla norma si considerano (e quì stà l'interpretazione contestabile) con Concessione edilizia rilasciata quindi per legge entro un anno bisognava aprire i lavori, questo non è stato fatto e quindi tutte le concessioni si considerano decadute e le relative pratiche archiviate in un solo colpo.

Tralasciando l'aspetto strettamente legale che ho esposto nella mia opposizione scritta per come norma prevede e che metterò a disposizione di chi volesse leggerla voglio qui esaminare l'aspetto morale di questa decisione.

Dopo tutti questi anni l'amministrazione decide in modo quanto meno garibaldino che può mandare al mecero tutte le aspettative dei cittadini e dire: 1 a 0 e palla al centro senza seguire alcuna procedura legale. Il cittadino viene visto come la controparte e non come colui che ha delegato e pagato affinché gli rendessero più facile la vita.

Hanno ottenuto in un attimo due cose importanti:
- creare una nuova procedura tutta a carico del cittadino riservandosi la prerogativa di fare solo atti di diniego;
- hanno azzarato le pratiche in giacenza.

Bravi!! E allora il personale diventa esuberante e possiamo mandarne a casa una buona parte perché non si capisce cosa faranno se tutto sarà ricondottoalla sola vigilinza e repressione.
Ma visto che per le nuove pratiche non necessiterà molto tempo si poteva continuare a istruire quelle pregresse rispettando legge e rapporti umani oltre che civili.

Ma perché non riesco a fare degli interventi più concisi? Non ho il potere della sintesi. Mi taccio, ma ritornerò sull'argomento.

giovedì 5 agosto 2010

A PROPOSITO DI LIMITE!!

Giusto parlando di limiti, ma c'è qualcuno che crede sinceramente che il limite di velocità di 50 Km/h in strade esterne al centro urbano sia una cosa sensata?

Se la tua rispostà è si allora non hai mai rispettato un limite di 50 e quindi non ti sei reso conto della difficoltà.

La vita la rischi proprio se tenti di andare a 50 Km/h. Seriamente, con le attuali automobili e i sistemi di frenatura odierni il limite decente è 80 Km/h. Provate, 80 è sicuramente onesto, il 50 può solo definirsi ipocrita, per la serie: (metto il limite di 50 e mi metto al sicuro, tanto poi non lo rispetta nessuno ma sono fatti loro).

Ed è così che il povero suddito ogni santa mattina rischia la patente per recarsi al lavoro e non ha scelta:
- direzione Trapani, ti aspetta il tratto di Buseto;
- direzione Alcamo, tutto il tratto di Gammara (Scampati) ha il limite di 50 e divieto assoluto di sorpasso. se trovi un trattorino a Castellammare davanti al Capannelle gli devi stare dietro fino ad Alcamo (Porta Trapani);

Ma può essere che se i limiti fossero sensati e credibili il cittadino li rispetterebbe? Io credo di si perchè le multe arriverebbero solo agli effettivi delinquenti della strada e non al nonnino che va a 56 Km/h mentre tutti gli lampeggiavano dietro e sorpassandolo lo appellano "a rincoio...!!!)

Il dubbio è atroce mettersi fra i rincoio... o rischiare multe giornaliere e patente?

Vigile, polizziotto o carabiniere, mentre flesci qualcuno perché va a 56 Km/h pensa a quando guidi tu e rifletti.

Ma tu rispetti il 50?

Non dire si,... non lo fare ...., attento che ti si allunga il naso!

lunedì 2 agosto 2010

MA DAVVERO NON C'E' UN LIMITE?!

Se in questo periodo taccio è perché sono basito, sconcertato e senza parole.
Guardo quello che succede intorno a me e avverto una forte sensazione di nausea, smarrimento, sconforto.

Che cosa ci sta succedendo? Siamo veramente un popolo pecora?
Ma voglio credere che ancora esista un Castellammarese che non si sia accorto che questa amministrazione Marziana ci sta portando oltre che al disastro economico alla ben più amara costatazione che siamo un popolo pecora al quale si può fare qualunque angheria senza temere reazioni?

Comincio a vedere le facce dei mie colleghi professionisti con una espressione di smarrimento e incredulità mentre si aggirano fra i corridoi dell’ufficio urbanistico, ma in quelle facce non vedo segno di fierezza, solo un che di rassegnazione. Estenuanti file di attesa davanti alla responsabile dell’ufficio, in piedi in un misero corridoio sotto l’occhio vigile e impietoso di una telecamera che non dovrebbe per legge avere l’audio ma su questo non ci metterei la mano sul fuoco).

Davanti alla reggente dell’ufficio attenzione a non irritarla perché si rischiano scenate da piazza, frasi del tipo “qui comando io!”, “se non le piace mi denunci!”, oppure la migliore è stata gridata ad un mio cliente: “il suo errore è di avere scelto un professionista incompetente!!” .

Voi direte denunciala per diffamazione, deferiscila all’Ordine professionale.
No, per quanto tenti di essere indignato non ci riesco (almeno per il momento).

Potrei indignarmi se l’insulto provenisse da persona notoriamente equilibrata.

Intanto continuano a non rilasciare l’attestazione di avvenuta presentazione di pratica edile prevista dalla legge, a non dare riscontro scritto di alcun genere, non rispettare turni e cronologie di presentazione, a non far progredire l’iter delle pratiche se non ti presenti costantemente a sollecitare, a non avere un comportamento univoco e organizzato.

Ora l’ultima novità: per tutto il mese di agosto e settembre l’ufficio riceverà tre ore a settimana.

venerdì 16 luglio 2010

MI PIACEREBBE CAPIRE, MA FORSE E MEGLIO DI NO.

Mi piacerrebbe capire a chi è affidato, in questo comune, il compito di stabilire quanti posti si possono ricavare in un parcheggio e come metterli. Vi chiederete perchè mi vengono questi strani pensieri. Ve lo dico subito. Riflettevo su questo mentre, in tenuta da mare e con una multa in mano nel piazzale di Guidaloca, osservavo quanto spazio libero era stato lasciato senza striscie bianche che delimitano gli spazi di sosta.
Ho dato fondo a tutte le considerazioni tecniche che si potevano ragionevolmente fare ma non ho trovato risposta. Si possono ricavare agevolmente e senza intralciare il traffico almeno altri sei posti senza creare alcun problema. Saranno pochi ma sarebbero state sei multe in meno al giorno per circa tre mesi.

Ma dai!!!!.. Ma allora forse .....!!! Aspetta, facciamo due conti, 38eurox6macchinex90giorni= 20.520 € esentasse e con mezzoretta di lavoro al giorno. In verità non so se c'è pure il turno pomeridiano perchè in questo caso diventano 41.000 € mica bruscolini!

In effetti visto che il nostro comune è in dissesto finanziario si potrebbe trasformare questo metodo artigianale in qualcosa di più organizzato stile industriale. Mi pare una buona idea.

domenica 4 luglio 2010

VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!

Sabato sera, per contribuire a rilanciare l'economia sofferente, sono sceso in marina per godere del nostro spendido paesaggio mentre, comodamente seduto al bar, mi sorbivo un bel gelato alla frutta.

Una bolgia infernale, l'aria era ammorbata dagli idrocarburi esalati da un unico lunghissimo cordone di macchine che senza soluzione di continuità arrivava al castello e senza fermarsi ritornava indietro con dei deficienti a bordo che avevano l'aria fra l'annoiato e l'ebete.

La passeggiata si è svolta zigzagando fra macchine e motorini rombanti e trattenendo il respiro per non rimanere intossicati. Vedevo facce straniere con una espressione fra lo scioccatto e lo schifato e una massa amorfa chinata sui tavolini a ingozzarsi di gelati, bibite, pizze e cibi vari inquinati dai vapori espulsi dai motori e dalla polvere sollevata dalle ruote.

Qualcuno dice che sono gli stessi commercianti del posto a protestare quando si chiude il traffico.
Embè!
Anche io protesto perchè ritengo che il sindaco agisca addirittura contro legge a danno dei cittadini (dandogliene ampia prova) e lui se ne fotte.
Allora mi chiedo:
- perchè non riesce a fottersene anche delle proteste di questi commercianti dal cervello atrofizzato dagli idrocarburi?

In questa faccenda non si salva nessuno.

Il sindaco si dimostra ancora una volta senza idee, i commercianti del luogo non riescono a vedere più in la del loro naso, e noi del popolino ci dividiamo in due categorie: i cog....ni che sfilano in macchina e quelli che vanno a intossicarsi i polmoni e pure pagando.

Non rimane che dire: Vergogna! Vergogna! Vergogna!

giovedì 24 giugno 2010

QUALE MIGLIORE OCCASIONE PER BRESCIANI DI USARE IL SUO "BLOG BLEF"?!

Quale migliore occasione di questa voglia di protestare del Sindaco per usare il suo blog?

Si, è andato dal prefetto a consegnare la fascia tricolore ed è stata una buona mossa mediatica, ma perchè non sente il bisogno-dovere di spiegare a noi cittadini quali sono le problematiche che ci attanagliano e le idee per uscirne?

Ha un suo Blog (o forse può meglio definirsi Blef) e allora lo usi! Faccia vedere che è cosciente che sta amministrando i nostri soldi e le nostre vite e che ci ritiene degni di condividere con noi le pene e la ricerca delle soluzioni.

In campagna elettorale aveva detto che LA SUA ASSICURAZIONE ERAVAMO NOI perchè ci avrebbe detto tutto rendendo tutto trasparente e quindi controllabile. Siamo in dissesto finanziario e non si sente in dovere di spiegarcene i motivi?

Voglio comunque fare una nota cattiva. Avrebbe potuto evitare di pubblicare la foto della consegna della fascia dove il Prefetto sembra dispiaciuto e lui sfoggia un sorriso come chi ha vinto la lotteria.

lunedì 21 giugno 2010

LA NOTTE DELLA GIUSTIZIA A TRAPANI.

UNA NOTTE DI LAVORO PER RICORDARE CHE LA GIUSTIZIA NON E' UN COSTO MA UNA RISORSA!

MERCOLEDI' 23 GIUGNO alle ore 18,00 il Palazzo di Giustizia di Trapani resterà con le luci accese in segno di protesta.

Lo scopo dell’iniziativa - aperta al pubblico - è di affermare il diritto dei cittadini ad un servizio Giustizia che garantisca la sicurezza, senza intaccare le libertà, che tuteli i diritti delle vittime dei reati non meno di quelli degli imputati e che assicuri decisioni rapide ma ponderate.

I magistrati del Tribunale e della Procura di Trapani e i rappresentanti del personale illustreranno i temi più rilevanti, anche mediante la proiezione di slide e filmati.

Seguirà un dibattito aperto a tutti i partecipanti all’incontro, nel corso del quale ognuno potrà offrire il suo contributo per riflettere insieme sulle sorti della Giustizia e sulle principali ricadute negative delle recenti riforme, di quelle mancate e di quelle in cantiere.

Al termine i magistrati riprenderanno a lavorare, rimanendo nelle proprie stanze fino a tarda notte, a disposizione dei cittadini e della stampa.

Gli interventi programmati avranno come filo conduttore le ricadute economiche delle riforme sul servizio Giustizia.

Le tematiche spazieranno dalle continue riduzioni delle risorse destinate alla Giustizia, che hanno privato i magistrati dei principali strumenti di lavoro e che impediscono il pagamento degli indispensabili straordinari al personale amministrativo, sino ai recenti tagli stipendiali, arbitrari e punitivi, che colpiscono iniquamente soprattutto i giovani magistrati e il personale.

Dagli incrementi di spesa derivanti dalla programmata riforma sulle intercettazioni, che costringerà a continui pellegrinaggi degli atti dalle sedi periferiche ai capoluoghi di distretto, alle maggiori somme necessarie per incentivare la copertura dei posti in sedi disagiate, conseguenti all’incomprensibile divieto per i magistrati di prima nomina a rivestire funzioni di pubblico ministero.

Da tutte le riforme che complicano inutilmente le procedure, amplificando a dismisura le spese, come il farraginoso e anacronistico meccanismo delle notifiche, alle mancate riforme che potrebbero finalmente restituire efficienza alla Giustizia, quali l’accorpamento dei Tribunali minori, l’effettiva informatizzazione dei processi e una seria razionalizzazione delle norme sostanziali e procedurali.

Il Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati - Sottosezione di Trapani, dott. Piero Grillo, auspica un’ampia partecipazione all’incontro, evidenziando: “le tematiche sul tappeto coinvolgono non solo i tecnici del settore, ma l’intera società civile su cui inevitabilmente sono destinati a ricadere gli effetti negativi delle riforme che aumentano costi, cavilli e inefficienze, rendendo più difficili le indagini e i processi e determinando una quotidiana emorragia di risorse pubbliche e di denaro dei contribuenti”.

contatti:

Associazione Nazionale Magistrati - Sottosezione di Trapani

Piero Grillo piegrill@tin.it

Alessandra Camassa 3387121010

giovedì 17 giugno 2010

ANCORA SOPRUSI AI CITTADINI

Credo che ormai tutti sappiano che per richiedere al comune qualunque provvedimento Amministrativo riguardante un fabbricato esistente bisogna dimostrare che lo stesso sia regolare. Va bene, è giusto.

Quello che non andava bene è che le procedure per la dimostrazione erano piuttosto approssimative e quello che più dava fastidio era che si applicava una certa talvolta pesante discrezionalità.

Per tale ragione, da due anni, chiedevamo di avere date e procedure certe e principalmente ragionevoli e rispettose del cittadino.

Finalmente ho visto circolare nei corridoi dell'U.T. una nota che non so come definire perchè essa stessa non si definisce (credo che sia una nota interna, visto che è indirizzata al personale tecnico ed amministrativo e non ai tecnici esterni e ai cittadini che sono poi le vittime finali di tale nota).

Ritenendo che quella nota deve essere messa a conoscenza dei cittadini sono riuscito ad averne una copia e a leggerla.

Leggendo avverto subito qualcosa di piacevolmente strano nelle premesse della nota perchè sembra scritta da un tecnico esterno, con tono equilibrato e non preconcetto e con riflessioni e conclusioni che sembrano tenere conto delle esigenze del cittadino e del fatto che il disordine urbanistico ed edilizio in cui siamo vissuti non è certo solo colpa del popolo.

Ma la mia sodisfazione è durata poco perchè nelle conclusioni del documento è riapparsa la figura del burocrate con tutta la sua carica di insofferenza per il cittadino.

Da oggi chiunque intenda fare anche un piccolissimo lavoro sul suo fabbricato che preveda il rilascio di un qualsiasi provvedimento dovrà:

- dichiarare con atto di notorietà l'epoca della costruzione (e fin qui tutto a posto);
- far redigere una perizia giurata da un tecnico (intervento non certo gratuito);

- attivarsi per portare quanto più prove possibili (e a questo punto rientra in tutta la sua potenza la discrezionalità).

Stò parlando anche di piccolissimi interventi quasi insignificanti.

Faccio un'affermazione pesante e che non prendetela come una battuta:

- sono disposto a scommetere con chiunque che non esiste una sola unità immobiliare a Castellammare (e non mi voglio allargare all'italia) che possa superare un esame tale da potere fare affermare ad un tecnico (in una perizia giurata) che sull'immobile non siano state apportate variazioni non autorizzate che avrebbero necessitato di provvedimenti amministrativi da parte del comune. E possiamo cominciare anche dalla Casa del Sindaco, dagli edifici comunali per poi passare alla mia e quella di chiunque altro.

Proviamo?

venerdì 11 giugno 2010

IN RICORDO DELL' AMICO UGO


11 GIUGNO 2009 - 11 GIUGNO 2010


E' PASSATO UN ANNO

giovedì 3 giugno 2010

IL POPOLO MERDINA

Ancora il massimo disinteresse nei confronti del popolo Merdina.

E già, (io sò io e voi nun siete un c....)



Quando riceve l'ufficio tecnico?
Solo una mattina alla settimana, il Lunedì e solo un pomeriggio la settimana, il Giovedì.
Allora voi pensate che tutto il resto viene fatto negli altri gioni. Niente affatto, in quei giorni si fa di tutto e di più incuranti di chi viene da altre città per essere ricevuto.
In particolare il giovedì pomeriggio si riunisce la Commissione Edilizia come se non ci fossere altri spazi durante la settimana. Quando la commissione si riunisce praticamente l'ufficio si paralizza.

Ma che ci volete fare, un amministrazione così illuminata non può pensare a queste miserie, già ... (Loro sono loro, e noi non siamo un c....)